La crisi del berlusconismo

Cieco e sordo di fronte al significato delle elezioni regionali Berlusconi ha promesso la centuplicazione delle sue telebuffonate a “Porta a porta” e in altre sedi, tante altre quintalate di fumo non accompagnato da arrosto, un’altra bella quantità di leggi e norme (ad esempio la riforma elettorale) convenienti per lui. Questa ripetizione, in dosi da cavallo, della politica che,alla lunga, ha allontanato dal Presidente del Consiglio la maggiorparte degli elettori, avrà , probabilmente, la sorte che merita.”Ormai Berlusconi è una barzelletta”, ha scritto un visitatore a proposito del nostro commento di ieri (“Anche le stelle”). Ma come sarà accolta dagli alleati del capo supremo? Si ha l’impressione che tra loro molte certezze stiano vacillando e che qualcuno, facendo i conti,abbia ben capito che il crollo colpisce sopratutto se non soltanto “Forza Italia” e che dunque il partito di Berlusconi rischia di ridursi a poca cosa, forse a niente in tempi non troppo lunghi. Se questa convinzione si radicasse e durasse, come non è da escludere, An e Udc potrebbero, per salvare la pelle, contribuire a dar vita a un nuovo centrodestra non più partito di un uomo ma schieramento rappresentativo di un considerevole settore dell’opinione pubblica. Potrebbero anche decidere di tagliare i legami che ancora li uniscono allo sconfitto di domenica scorsa.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Alain il 01/1/70
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aprile 7th, 2005 at 20:02
nel mio modestissimo blog ho dedicato agli ultimi eventi politici due post,… credo anch’io che il berlusconismo sia giunto ad un punto di grave crisi e spero irreversibile. Mi convince la conclusione di questo post. Saluti. Alain