Dal “migliore alleato”

Continuiamo ad amarlo come il fumo negli occhi, eppure, in queste ore, Berlusconi ci fa pena, quasi tenerezza. Ci succede al pensiero di quello che, volente o nolente, il Presidente del Consiglio avrà l’obbligo di dire quando, tra un giorno, o tra un mese tutte le commissioni internazionali e nazionali incaricate di indagare sulla morte di Nicola Calipari renderanno nota una verità che era chiara e lampante fin da poche ore dopo l’uccisione del funzionario del SISMI, anche se non piaceva agli americani. Le sei settimane trascorse dalla tragedia sono state in gran parte spese per tentare di addolcire tale verità ma finora almeno senza successo. Gli americani che, anche in questi giorni, per bocca di Rumstedt, hanno ribadito che considerano l’Italia il “migliore alleato”, dunque quello che, quando serve, china la schiena, continuano ad insistere proponendo compromessi che incolperebbero e umilierebbero la memoria di Calipari. Riuscirà Berlusconi a dire di no ? Se non lo facesse si sarebbe giocato la faccia: per ora e per sempre.
da luca ajroldi
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maggio 9th, 2006 at 07:53
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giugno 15th, 2006 at 06:51
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