Il viagra della politica ?

Convegno in grande stile ieri a Roma per parlare di web e politica. In un ex convento ora acquistato dal Parlamento, una platea composta da politici, giornalisti, pubblicitari e dall’onnipresente pattuglia Microsoft, ascoltava i dati di una ricerca che ci diceva quanto gli italiani (43%)siano favorevoli alla comunicazione politica via internet contro un 42% di indecisi e un 15% a cui non interessa niente. Perchè ve ne parlo ? Ma perchè questo blog è nato per aiutare gli utenti della politica ( elettori ed eletti) ad usare la rete per dialogare, per favorire una comunicazione a due vie affinchè chi deve governare non perda il contatto con l’elettorato, con il territorio. Affinche sappia cosa pensano i “suoi”elettori. Certo se una legge sciagurata ci fa fare un salto all’indietro rimettendo in mano ai partiti scelte e decisioni, togliendoci ogni possibilità, se non quella di metterci una croce sopra, il discorso cambia. Vedere internet come uno spazio su cui fare pubblicità, portare ad esempio l’uso che se ne fa in America è distorcente. Troppo diverse sono le condizioni di partenza. Li ci sono 150 milioni di utenti che usano ormai quotidianamente il computer, quì ce ne sono circa 16 che lo usano in ufficio (e dovrebbero usarlo per lavorare)e poco a casa. Quì c’è un paese che oltre alle balle della pubblicità la banda larga ancora se la sogna oppure deve pagarla a prezzi esorbitanti. Il wireless per noi è ancora una sorta di sperimentazione avveniristica quando, in moltissimi altri paesi, è ormai un dato di fatto. Politica e web, in Italia, devono ancora fare molta strada prima di incontrarsi.
da luca ajroldi
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