Fini si smarca.

Solitamente di Gianfranco Fini non condivido neanche le virgole. Eppure, ogni tanto, mi spiazza. Mi piacerebbe sapere cosa ronza in quella sua testolina bizzarra. Da un pò di tempo non si riesce più a capire se il leader di AN è un abile manovratore tra le micro correnti del suo partito oppure se sta ruminando un nuovo posizionamento dei post-fascisti verso una destra europea meno forcaiola e retrograda del suo attuale partito. Sta di fatto che ieri i suoi “colonnelli” lo hanno invitato a vedere il film “il Mercante di Pietre” (un polpettone anti musulmano con strizzate d’occhio alle tesi dell’ultima Fallaci e di Marcello Pera)e attendevano con ansia manifestazioni di consenso da parte del boss. Macchè. Il capo ha spiazzato tutti, lasciando basiti La Russa, Gasparri e altri fedelissimi bollando il film come un pessimo lavoro che incita alla discriminazione anti araba. Cosa di cui, dice Fini, non sentiamo assolutamente bisogno. Sgomento e delusione tra gli ex camerati che avevano seguito il film mormorando apprezzamenti e facendo cenni di assenso alle boiate espresse dal polpettone. Dunque Fini si smarca dai suoi. C’è un disegno, una strategia oppure semplicemente non gli era piaciuto il film? Fini prende le distanze dai suoi in vista del congresso per arrivarci con le mani libere? Come mi piacerebbe essere un moscone e ronzare tra i suoi pensieri!
da luca ajroldi
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