Pietà per uno sconfitto

Come tanti della mia generazione e della mia professione mai ho amato Andreotti. Ma tante volte l’ho stimato,anche ammirato. Quando l’ho visto e sentito parlare alla Casa Bianca, al Cremlino, in tante altre sedi dove si decidevano le sorti del mondo ho visto e sentito il nostro paese rappresentato e onorato al meglio, come mai – con la sola eccezione di De Gasperi – era accaduto e come dopo – senza alcuna eccezione – mai più sarebbe accaduto. Pur avendo opinioni politiche molto diverse dalle sue non ho potuto che approvare, talvolta applaudire sia la sua capacità di guidare il paese fuori dai momenti più difficili, come quando, dopo il rapimento di Moro, costituì il governo di solidarietà nazionale, sia i capolavori della sua arte diplomatica in politica estera, come quando, in tante occasioni, riuscì a essere considerato amico sia dagli israeliani che dai palestinesi. Esemplari, specie se confrontati con quelli di molti altri uomini politici, sono stati infine i suoi comportamenti durante l’esperienza più drammatica della sua vita, quella in Corte d’Assise, dove ha fatto fronte ad accuse che avrebbero potuto annichilire la sua carriera politica e la sua onorabilità umana senza mai mettere in dubbio la correttezza di chi lo giudicava.
Per tutti questi e altri precedenti, risultato di un eccezionale insieme di intelligenza, abilità ,anche furbizia, mi sono stropicciato gli occhi quando è caduto nello squallido trappolone architettato dalla Casa della Libertà per fare di lui un kamikaze da far esplodere tra le gambe di Franco Marini, candidato dell’Unione alla Presidenza del Senato e, peggio ancora, quando l’ho visto assistere, indifferente, alle basse, volgari aggressioni del centrodestra contro Oscar Luigi Scalfaro, come Andreotti ex democristiano, come Andreotti senatore a vita e suo coetaneo. Ora, però, mentre per la sua autodistruzione riceve il compenso degli insulti e del disprezzo della Lega e di giornali del centro destra, come “Libero”, quest’uomo ha diritto a una parola di pietà da parte di coloro che, come me, in passato lo stimarono, a volte lo ammirarono.Eccola, di cuore, in questo post.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di ugo il 01/1/70
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maggio 3rd, 2006 at 09:26
Ma è morto Andreotti? Non lo sapevo ma letto il coccodrillo mi sono illuminato.
Buon Mario proprio perchè non hai mai avuto le idee vicine alla politica di Andreotti nel tuo intimo non puoi essere felice di Prodi premier, chi più del Romano ha vissuto sotto l’ala protettrice della vecchia DC.
Vero che le persone cambiano crescono e maturano ma oggi la sx italiana regge il sacco a una buona parte del vecchio sistema di potere, Bertinotti nel discorso alla camera mi ha fatto tenerezza perchè la mossa di metterlo li è chiaramente nell’intento di disinnescarlo, lo hanno messo in una gabbietta, d’oro ma sempre gabbia resta.
Il problema è che ci sono più prede che gabb…pardon “cadreghe”….tanti auguri.
Pinzauti se 20 anni fa avesse letto ciò che oggi scrive che avrebbe pensato riguardo all’autore?Nel suo intimo può tranquillamente fare a meno della censura ci vada pure giù pesante.
Per mera cronaca non ho mai pensato che Andreotti fosse ne un diavolo ne un santo ma un uomo come tale fallibile.
Questo 20 anni fa e anche oggi.
maggio 3rd, 2006 at 13:10
Allora Pera e Casini erano in gabbiette, d’oro ma sempre gabbiette ? E così chi li ha preceduti nelle passate stagioni ? Riconoscere meriti, competenze, formazione e cultura ad un avversario politico appartiene a chi la politica l’ha frequentata. Non appartiene a chi invece vive la politica come scontro fisico, come pernacchie e dileggio del “nemico”. Direi che manca solo l’olio di ricino e poi l’armamentario riuscirà fuori da sotto il tappeto dove era stato frettolosamente riposto. Il cammino per arrivare alla democrazia è ancora lungo.
maggio 3rd, 2006 at 14:25
Luca puoi dirmi qualsiasi cosa ed io la leggo e ci rifletto sopra, e qualche volta posso condividere altre meno.
Ma se sostieni che dietro all’elezione di Bertinotti alla presidenza della camera non c’è la volonta di limitarne le esuberanze (vedi scorso governo Prodi)come minimo sei ingenuo.
…Riconoscere meriti, competenze, formazione e cultura ad un avversario politico appartiene a chi la politica l’ha frequentata….
Se puoi tradurmi questa parte perchè il politichese non mi sconfinfera ….sai sono un rozzo di dx
maggio 3rd, 2006 at 14:28
Per quel che riguarda la democrazia ti informo che a me non risulta significare una sola idea ma rispettare la pluralità (delle idee ovviamente).
maggio 3rd, 2006 at 14:42
Ritenere che l’elezione di Bertinotti sia un modo per limitarlo è la dimostrazione dell’ingenuità di chi la pensa o peggio di chi la scrive. Sigifica dare del cretino a Bertinotti e ai suoi 30 anni di politica attiva. Significa ritenere imbecilli tutti quelli che lo consigliano. Significa non avere cognizione delle istituzioni e del loro significato immateriale. Essere la terza carica dello stato, per un ex sindacalista, da sempre all’opposizione, può essere il raggiungimento dello scopo di una vita. Può rappresentare il momento più alto di una “carriera”. A leggere troppi giornalacci ci si fa confondere la testa. Specie se i “cattivi maestri” si chiamano Feltri e Belpietro.
maggio 3rd, 2006 at 14:45
..Riconoscere meriti, competenze, formazione e cultura ad un avversario politico appartiene a chi la politica l’ha frequentata….
Se consideri questo “politichese” e non semplice italiano da ginnasio allora comincio a preoccuparmi. Ma con chi sto parlando?
Riconoscere ad Andreotti fiuto politico, cultura, abilità politica, intuito e fiuto, significa solo rendere l’onore delle armi ad un avversario sconfitto. O anche questo è politichese?
maggio 3rd, 2006 at 14:47
No Ugo, la democrazia è un pò più complessa che non il solo rispetto delle idee degli altri. Quella è una pre-condizione. Come l’onestà , che per un certo periodo venne considerata un merito e non la prassi di base del comportamento di un individuo.
maggio 3rd, 2006 at 17:44
Mi dispiace ma per quel che mi riguarda e molto più importante come si è considerati che come si è chiamati e nella mia ingenuità credo che per Bertinotti sia un grande risultato personale e che Prodi spera che questo lo tenga buono per un po’.
Credo che senza la pluralità di idee non si possa parlare di democrazia altrimenti anche Stalin Hitler e Mussolini sarebbero stati democratici.
Poi chi ha un voto in più decide ci mancherebbe!!!!
Conosco molti modi per dire cose negative facendole passare per complimenti…pur non avendo frequentato il ginnasio.