Giravolte

L’ultimo dei moicani

borrelli

Con le dimissioni di Saverio Borrelli si chiude, finalmente, quello sciocco tentativo di riformare l’irriformabile: l’italia pallonara. Presunzione suprema o furbissima trovata quella del presidente del Coni Petrucci quando chiamò Rossi a fare il commissario straordinario in federcalcio? Non lo sapremo mai. Ma, dal giorno dopo, nonostante l’indignazione popolare già si alzavano le prime voci a difesa della “torta” del pallone e dei suoi occupanti. Anche il Ministro Mastella si è speso in difesa dell’amico Moggi. Anche il Presidente Emerito, Cossiga, ha avuto parole di incoraggiamento per i Presidenti del pallone che avevano “arrangiato” o chiesto di “arrangiare” le partite. Grandi opinionisti si sono raccomandati di non “rompere il giocattolo” ma anche di “non punire i tifosi”. Insomma l’affare più grosso dopo tangentopoli smottava lentamente, ma non troppo, in burletta. La memoria corta, anzi cortissima, degli italiani faceva il resto. Adesso poi che sono ricomiunciate le partite che se ne infischia più di processi, di Moggi, di partite taroccate, di debiti e quant’altro. Insomma siamo tornati alla normalità: fate quel che volete ma non levatemi il divertimento. Viva l’Italia.

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set  06
20
alle 04:49
da luca ajroldi


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