Dibattiti

I cosacchi in pensione

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Se ne sono dette e scritte tante (anche se non abbastanza, come nota il nostro editor Luca Ajroldi) sull’esito del faccia a faccia televisivo tra Berlusconi e Prodi e sulle conseguenze che sta provocando, sopratutto nella maggioranza. E’stato tuttavia trascurato un particolare su cui, pure, è il caso di fare qualche riflessione. Nella valanga di bugie, di manipolazioni, di autoincensazioni che, come al solito, il Cavaliere ha gettato sul viso e tra i piedi dell’avversario (in questo caso Prodi), sperando che bastasse per mettere k.o. quest’ultimo, per farlo cadere ai suoi piedi stremato e umiliato, il Presidente del Consiglio, per la prima volta da quando, tanto tempo fa, ha iniziato la sua lunga campagna elettorale, non ha inserito gli atti di accusa contro il comunismo di ieri e contro le forze che, secondo lui, ne hanno raccolto l’eredità e, in caso di vittoria dell’Unione, potrebbero imporla a tutti gli italiani, con conseguenze catastrofiche sulla democrazia. Insomma, sia pure con un ritardo non lieve-di quasi 17 anni!-Berlusconi si è accorto che il comunismo è morto e sepolto con la caduta,nel 1989, del Muro di Berlino. E’l'inizio di una catarsi politico-ideologica? Ce lo auguriamo. O meglio l’auguriamo al Cavaliere al quale qualcuno che gli vuole veramente bene ha forse consigliato di gettare al macero le più logore e spuntate tra le frecce della sua propaganda politica,a cominciare da quelle che ormai fanno ridere solo i polli. Ma se così fosse basterebbe per rovesciare l’attuale trend, cioè per dare a Berlusconi possibilità di vittoria elettorale? Non ci sembra probabile, ci sembra certo invece che la svolta berlusconiana possa dare finalmente certezza di onorata pensione a quegli ormai incanutiti e rimbambiti cosacchi che avrebbero dovuto abbeverare i loro cavalli nelle acque delle fontane di piazza San Pietro.

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mar  06
16
alle 05:56
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Carlo Zaccaria il 01/1/70

Il Comunismo e i suoi ideali non sono per niente morti e sepolti. La dimostrazione concreta ce la...


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3 Commenti to “I cosacchi in pensione”

  1. liborio dice:

    e pensare che gli sarebbe bastato notare gli abiti sartoriali che indossano, qualche assicurazione con banca annessa, e qualche barchetta attraccata in qualche porto.
    Vorrei sapere in questi 17 anni dove ha notato gente vestita male imbracciare la falce o il martello, quelli che lo fanno sono solo poveri operai e non comunisti.

  2. Carlo dice:

    Vabbe forse non parla più di comunisti perchè da oggi La Malfa si candida con la Cdl, sarebbe brutto offendere i propri compagni non trovate….

  3. Carlo Zaccaria dice:

    Il Comunismo e i suoi ideali non sono per niente morti e sepolti. La dimostrazione concreta ce la danno alcuni partiti del centro sinistra, alleati di Prodi: Rifondazione Comunista, Comunisti italiani e partito Marxista Leninista. Quest’ultimo dimostra che l’ideale bolscevico non è assolutamente sepolto.
    Quanto agli abiti sartoriali a cui faceva riferimento Liborio, sono figli della nomenklatura Russa.
    Evitiamo di continuare a distorcere la realtà, visto che queste forze politiche arrivano quasi al 10%.

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