A rischio di sfratto

In questi giorni doveva esserci uno sfratto politico secondo le previsioni fatte da Berlusconi la settimana scorsa. E in effetti uno sfratto potrebbe ora essere in arrivo. Non è però quello di Prodi da Palazzo Chigi promesso e atteso da Berlusconi. Se qualcuno dopo i risultati del 28 e 29 maggio è a rischio sfratto è lui, il Cavaliere, che aveva fatto di tutto per guadagnarsi una rivincita sulle elezioni politiche di aprile e invece si è trovato sul groppone una riperdita: Torino riconquistata da Chiamparino con una maggioranza poco meno che bulgara ottenuta anche grazie a un bel po’di voti della Cdl, a Roma un trionfo per Veltroni, a Napoli un bel successo della Iervolino cui pure il Cavaliere non aveva risparmiato i colpi più bassi, comprese le battute da osteria sul tono della voce, Milano ripresa ma quasi per i capelli, dopo che la Moratti ha visto a distanza ravvicinata il rischio della sconfitta, la Sicilia confermata alla CdL ma non senza una buona affermazione della Borsellino. Ce n’è ben donde dunque perchè lo speranzoso, sfavillante Berlusconi della settimana scorsa ora si dichiari “disgustato”:ma non tanto di se stesso ,Dio ce ne scampi,solo degli alleati che di nuovo lo hanno lasciato, dice, “lottare tutto da solo”, in questo modo, secondo lui, rendendo inevitabile la riperdita. E qui, in attesa del nuovo tentativo di rivincita, quello del 25 giugno, per il voto sul referendum, il discorso potrebbe essere anche chiuso, sia pure a denti stretti e a narici fumanti, se tra gli alleati, di nuovo eletti capri espiatori, non ci fossero, in queste ore, altre scuole di pensiero. Buttiglione, scaraventato a Torino sotto il 30 per cento grazie anche a fuoco elettorale amico, grida e strepita che Berlusconi non lo ha sostenuto. E Malvano, l’ex questore, umiliato a Napoli dalla Iervolino, fa capire e a qualcuno dice a chiare lettere che se nella sua città la campagna elettorale della Cdl avesse potuto guidarla lui, anzichè il Cavaliere, protagonista della gran parte dei comizi, delle dichiarazioni, dei cosiddetti bagni di folla, la gente avrebbe capito che si trattava di votare per un sindaco e non per un primo ministro e forse l’esito sarebbe stato diverso. Sembra dunque in arrivo qualche segnale disfratto: ma riguarda, semmai, il vertice della CdL.
da mariopinzauti
Visualizza / Lascia un commento






