I morti che parlano
La notizia è incredibile prima ancora che orrenda.A Genova,secondo un’inchiesta del “Corriere della sera”,il trenta per cento dei defunti resta negli obitori e nelle stanze mortuarie degli ospedali per diversi giorni senza che parenti o amici li prendano in consegna e provvedano alle esequie funebri. Questo fino a quando non interviene il comune per assicurare alle povere salme, non a caso definite dalla burocrazia cimiteriale “senza interesse”, la forma più modesta, e più squallida, di funerale e di sepoltura. Secondo la stessa fonte in altre città italiane la percentuale dei morti abbandonati da parenti e amici non è così alta ma è notevole.
Che dire? Solo, a nostro parere, che le migliaia e migliaia di poveretti lasciati soli anche dopo la morte, parlano e ci spiegano perchè la loro tragedia è solo uno dei moltissimi incredibili fatti e fenomeni che si verificano nel nostro paese: ad esempio l’enorme quantità di connazionali che consumano gli occhi e la poca capacità di emozionarsi che conservano seguendo in tv i reality o i talk show; o le decine di migliaia di telefonini di cui dispongono i bambini delle scuole elementari; o i milioni di voti che Berlusconi ha ottenuto e potrebbe continuare a ottenere, grazie, tra l’altro, alle attenzioni e alle cortesie dei suoi stessi avversari che ancora non ci fanno sapere se come e quando affronteranno il problema del conflitto d’interessi; o la stupidità con cui il centrosinistra,con la sua litigiosità ,si ingegna a scavare trabocchetti sul suo stesso cammino. E tanto altro che compone una somma di assurdità che è anche la chiave per capire, pur senza accettarla, la vergogna non solo delle salme ma anche dei troppi vivi “senza interesse”; vergogna contro la quale pochi, tra cui noi, si ostinano a battersi, purtroppo però ottenendo risultati modestissimi, talvolta invisibili.
da mariopinzauti
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