Dibattiti

Gli amici sono ancora tanti ma..

prodi4

Un carabiniere che, per integrare il magro stipendio, fa anche il giardiniere e che in quest’ultima veste ci assiste nel taglio dell’erba del prato di casa, ci ha appena rivelato una sua sensazionale scoperta. Tra le parecchie diecine di persone che ha incontrato negli ultimi giorni nell’esercizio sia dell’ una che dell’altra delle sue due professioni nessuna ha ammesso di aver votato in aprile per il centrosinistra. Colpa della sorte che potrebbe avere inflitto al nostro amico cattive, anzi pessime frequentazioni politiche? O colpa del vecchio ma evidentemente ancora vegeto oltre che vivo opportunismo nazionale che negli anni della prima Repubblica rendeva introvabile un elettore democristiano anche quando il partito della cosiddetta balena bianca sfiorava o addirittura raggiungeva la maggioranza assoluta?
Lo diciamo masticando amaro, anzi amarissimo: ma ci tocca e ci tormenta il sospetto che l’antico vizio oggi stia mettendo radici anche tra i sostenitori dell’Unione. Certi sondaggi, ad esempio quello di Mannheimer sul “Corriere della sera”, documentando la diminuzione della fiducia dell’elettorato verso il governo, danno forza a questo sospetto e generano anche un’inquietante domanda: se si rivotasse oggi, o domani, chi vincerebbe e chi perderebbe?
E’una domanda che cominciamo a porci anche noi e che,a nostro modesto parere, farebbero bene a porsi i nostri amici cui, con tante speranze, avevamo affidato, con il nostro voto, il compito di governare il Paese. Questi amici, da aprile a oggi, di danni ne hanno fatti parecchi ma hanno ancora la possibilità di evitare quel disastro che sarebbe la riconsegna del potere a Berlusconi su un piatto d’argento. L”impresa è quasi titanica ma può ancora a essere tentata, cominciando, nel dialogo con il popolo di centrosinistra, a dire la verità, soltanto la verità, ad esempio sulla portata ma anche sugli effetti dei sacrifici richiesti per risanare l’economia, oppure sulle pesanti ma inevitabili iniziative che bisognerà adottare per rendere transitorie le misure più impopolari. Finora non lo si è fatto, o lo si è fatto male, dando troppo spesso ai cittadini l’impressione che si cercasse di prenderli in giro. E la beffa così ha moltiplicato il danno. Per correre ai ripari ora comincia a essere tardi ma non troppo :a condizione che subito si correggano o si smentiscano errori, omissioni, bugie, chiedendo la comprensione e quando è necessario il perdono del popolo di centrosinistra, nel quale, nonostante quanto dicono i sondaggi e i carabinieri – giardinieri, gli amici sono ancora tanti e pronti a dimostrare di esserlo.

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ott  06
4
alle 09:30
da mariopinzauti


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