Dibattiti

In morte di Saddam

Lo avevo conosciuto il rais. Lo avevo intervistato. Due volte. La prima, dopo aver vinto la guerra con l’Iran, in nome e per conto dell’Occidente terrorizato da Komheini e dal suo fondamentalismo.
La seconda, durante una delle tante visite di delegazioni straniere che andavano a fare affari con il “dittatore sanguinario”. Quella volta disse con orgoglio che stava portando l’Irak fuori dal medioevo colonialista per farlo entrare nel futuro dell’occidente. Accidenti se c’è riuscito. Noi occidentali dovremo ancora a lungo continuare a fare i conti con il suo Irak baathista. Oggi, un dittatore medio orientale, non meglio e non peggio di tanti altri che affollano questo pianeta è stato giustiziato. Impiccato all’alba come nella migliore delle tradizioni. Così è stato commesso un’altro errore politico. Ora il suo fantasma andrà ad alimentare tutte le colpe, vere o presunte, che ci vengono addebitate dal mondo arabo e da quello musulmano. Tutte le cause, anche le più sballate, porteranno il suo nome come una bandiera. E la civiltà mediatica senza memoria le amplificherà nel pianeta. Gli americani cominciano già a pensare che la vera disgrazia sia un’altra e che si chiami George W.

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dic  06
30
alle 01:01
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di francesco il 01/1/70

credo che la morte di saddam, sia stato veramente un errore politico. inoltre ci
mostra ancora un...


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Un Commento to “In morte di Saddam”

  1. francesco dice:

    credo che la morte di saddam, sia stato veramente un errore politico. inoltre ci
    mostra ancora una volta la politica a
    due facce dell’america, vorrei ricordare
    infatti, la morte di pinochet (dittatore
    cileno) che ha commesso forse delitti più
    gravi di saddam, ma chissà perchè non è
    stato processato e quindi condannato…
    mah…..a voi la risposta…

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