Dibattiti

L’Italia che non c’è

A Londra, questa mattina, si sono incontrati diplomatici americani, europei(Germania, Inghilterra e Francia), russi e cinesi per decidere se applicare all’Iran sanzioni per il suo ritorno alla sperimentazione nucleare. In Italia, com’era prevedibile, la cosa è passata inosservata sotto le grida politiche pre-elettorali. La faccenda, invece, è molto importante. A seconda dell’esito delle contrattazioni, avremo un’ Europa o assoggettata alle decisione dei produttori energetici (Russia, in primis) o mediatrice indipendente, svincolata – per quanto possibile – dagli interessi dei due schieramenti capitanati, rispettivamente, da Cina/India (con l’appoggio di molti stati mediorientali) e Stati Uniti. Per l’UE, la parte del leone la fa Angela Merkel, fresca del rinnovato rapporto con gli U.S.A.
Come andra a finire? In ogni caso, grazie alla sua scarsa partecipazione alla politica comunitaria che la relega nel ruolo di paese U.E. di serie B, l’Italia potrà schierarsi dietro un sicuro “Io non c’ero”.

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alle 03:46
da l.bordoni

Ultimo commento:

di nzucgpmg il 01/1/70

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50 Commenti to “L’Italia che non c’è”

  1. ugo dice:

    Questo è il più grande problema che secondo me affossa l’ONU:
    gli stati sovrani si schierano non tanto contro le malefatte dei vari regimi-stati canaglia ma spesso a favore di meri interessi del proprio orticello.
    Ora non statemi a raccontare che non tutti fanno così perchè non ci credo e i fatti mi dicono che faccio bene a essere scettico.

  2. Anonimo dice:

    Qui non si parla solo dell’ONU ma del peso politico dell’Italia in campo internazionale. Il nostro paese si sta sempre più “disimpegnando” sul terreno europeo proprio quando un Europa solida diventa sempre più necessaria. Come in questo caso in cui si rischia di diventare ostaggio degli stati che ci riforniscono di prodotti energetici, senza poter opporre una controparte politica adeguata.

  3. ugo dice:

    Non mi sembra un analisi particolarmente sagace,anzi mi sembra la solita boutade qualunquista.
    In Europa contiamo poco e non da oggi.

  4. Anonimo dice:

    Quando l’Italia è entrata in Europa il suo peso e credibilità politica erano sicuramente diversi. Chi c’era al governo? Inoltre, uno degli slogan con cui il premier si ricopre di gloria in campagna elettorale è “il grandissimo sforzo per far si che l’Italia appartenesse al club dei grandi della terra” e “la credibilità raggiunta dal nostro paese in Europa”.

    Per l’ONU concordo.

  5. ugo dice:

    Forse se invece che mandare Cicciolina e Boniperti a Bruxelles avessimo mandato altre figure conteremo in maniera diversa o è sempre colpa di Berlusconi

  6. Carlo Zaccaria dice:

    A me sembra che il peso e la rispettabilità dell’Italia in Europa sia maggiore adesso rispetto agli anni passati, ma forse dovremo tutti motivare più concretamente quello che scriviamo.

  7. Carlo Zaccaria dice:

    L’Italia non è un paese U.E. di serie B e non ha una partecipazione alla politica comunitaria scarsa.
    L’Italia ha solo un grosso problema, è costantemente vittima della propaganda elettorale. In Italia siamo costantemente in campagna elettorale, e sistematicamente tutti si affannano a dire: “è meglio questo, è meglio quell’altro, questo è puro, l’altro ruba o si fa i suoi interessi”, e se c’è qualcuno che ci ride dietro lo fa per questo motivo. In realtà gli altri stati europei non stanno meglio di noi e sono pieni di problemi, non siamo certo noi ad essere in serie B.

  8. Michele Parronchi dice:

    Certo con Berlusconi la nostra credibilità e cresciuta. Basta pensare le belle figure che abbiamo fatto con un premier che fa le corna o afferma di essere riuscito nel proprio intento grazie alla sua capacità di fare il play boy. Quanta strada dobbiamo fare per riacquistare un briciolo di credibilità.

  9. ugo dice:

    Evito di commentare Parronchi perchè lo fa da se mentre direi a Zaccaria che non so come lui giudica il contare in Europa e io non voglio attribuire meriti o demeriti,nel enogastronomia però,che è il mio settore, non siamo affatto stati bravi nel farci valere sulle normative.
    La Francia,la Spagna e anche il Belgio hanno ottenuto molto più che noi nello stabilire i parametri di denominazioni and company.
    Forse più che un candidato vincente(Cicciolina e Boniperti) bisognava scegliere un candidato competente…..

  10. Carlo Zaccaria dice:

    Hai ragione Ugo, sia nell’enogastronomia che nell’agricoltura era importante ottenere maggiore protezione attraverso le normative. Purtroppo non è stato così, ma ciò che è stato ottenuto è comunque importante, perchè in Europa sono tutti contro le peculiarità italiane, e non mi sembra che Prodi abbia fatto così tanto per difenderle.

  11. ugo dice:

    Sai il ruolo di Prodi era comunque diverso,pur non stimandolo non mi sento di ascrivergli niente in merito a questa questione, magari sullo stato dell’industria italiana, visto i suoi anni da presidente dell’IRI, qualcosa da dire la troverei con più facilità.
    Credo che l’errore di tutti sia quello di decidere chi mandare(tramite il voto)in che ruolo, di candidare chi e dove, ma ignorando bellamente se una volta eletto questi abbia qualcosa di importante da dire e da dare all’organo che va a costituire.
    Dedicate qualche minuto alla frequenza 88.20 FM è la radio che trasmette in diretta o in differita le sedute di camera e senato….io mi sono largamente rivalutato, anzi rispetto ad alcuni parlamentari mi sento un genio….

  12. ugo dice:

    Zaccaria ti cito solo 2 prodotti
    Olio d’oliva e cioccolato.
    Il primo,complici le industrie italiane,e il prodotto più contraffatto del mondo,nel senso che tu compri olio in etichetta italiano ma in bottiglia internazionale(non è un eufemismo)sul cioccolato che non è una materia prima da noi prodotta ma sicuramente lavorata da MAESTRI ITALIANISSIMI, si permette di chiamare cioccolato un prodotto lavorato senza un briciolo di burro di cacao, tutto olio di semi:::COMPLIMENTI C……I

  13. Michele Parronchi dice:

    E’ naturale che la mia affermazione aveva accento provocatorio, non più di quanto l’utilizzo di nomi come quello di Cicciolina e Boniperti.
    Persone del resto estremamente competenti nel loro “settore” e probabilmente anch’essi si sentono dei geni ad ascoltare la radio.
    Per carità, il mio tono è solo ironico e scherzoso.

  14. liborio dice:

    Di la verità, quando affermavi “estremamente competenti nel loro settore” ti riferivi a Cicciolina, vero? :) )

  15. Carlo Zaccaria dice:

    Ugo, hai ragione, ma su Prodi sbagli, poteva e doveva fare molto di più a sostegno delle peculiarità italiane.
    Anche sui politici hai ragione, ed il problema si chiama partitocrazia. Candidature e cariche (poltrone forse suona meglio) vengono attribuite in base alle gerarchie di partito ignorando sovente le competenze dei singoli.

  16. Michele Parronchi dice:

    Lei più di noi

  17. ugo dice:

    Vero tutto,sulla competenza della Staller nel suo settore esiste ampia documentazione,ma seriamente è possibile votare una che per un pò di anni ha ispirato l’autoerotismo?
    Credimi Zaccaria per quello che ha fatto all’IRI Prodi fa diventare Berlusconi un imprenditore illuminato.
    Ti dirò di più si dice che un imprenditore non debba mettersi in politica,ma mi domando la famiglia Agnelli, pur non essendosi mai candidata,faceva politica si o no?

  18. Anonimo dice:

    Eccone i primi effetti… La russia ha freddo e, unilateralmente, decide di abbassare l’erogazione di gas in mezza Europa.
    Con un’UE forte e unita si sarebbe potuto avviare una contrattazione un più decisa, senza permettere al primo ministro Putin di arbitrare a suo piacimento e disattendere accordi pagati a caro prezzo (230$ ogni mille metri cubi).

  19. ugo dice:

    Con un piano energetico serio e unitario potremmo decidere a chi comprare le materie prime per l’energia.
    Magari non avessimo smantellato le centrali nucleari italiane (comprando energia nucleare dalla Francia che le centrali le ha piazzate al confine con l’italia)saremmo meno dipendenti dalle bizze di Putin o chi per esso.
    In queste cose ha un senso l’Europa Unita ma ci vuole ancora qualche anno per raggiungere una consapevolezza unitaria e non di carta, ma ideologica.

  20. Anonimo dice:

    Ugo, non farmi fare il Grillo della situazione. Il nucleare richiede investimenti di partenza enormi. Meglio usare quel danaro per assumere ricercatori (di cui l’Italia è piena, te lo assicuro) e costruire centri di ricerca per lo studio delle fonti rinnovabili. Danimarca, Finlandia e Austria coprono circa il 20% del loro fabbisogno con energia eolica e solare (in scandinavia, ti rendi conto?!). Senza parlare delle potenzialità dell’idrogeno…

  21. ugo dice:

    Bordoni non fare rima con orione, la centrale che “copriva”
    il fabbisogno oggi coperto dalla centrale francese c’era,anzi sigillata ma c’è,si trova a Trino Vercellese.
    Dopo un referendum popolare si sono spesi i soldi per chiudere tale centrale e i soldi per fare l’elettrodotto che fa varcare le alpi alla corrente proprio in quella zona dove dovrebbe passare la TAV in val di Susa.
    Dove erano i sindaci cosi solerti nel urlare aiuto ci uccidono col tunnel duando hanno fatto l’elettrodotto?
    Poi scusi ma vorra mica mettere la densita di popolazione delle nazioni da lei citate con quelle dell’Italia.
    Sono ignorante non stupido!!!

  22. ugo dice:

    Sui ricercatori sono pinamente d’accordo a prescindere, anche perchè contuiniamo a esportarli senza trarne come nazione nessun beneficio.
    Certo che se le università funzionavano così bene prima della Moratti come si spiega l’emorragia di cervelli?
    mistero della fede

  23. Anonimo dice:

    Credo abbia più senso parlare del presente piuttosto che spendersi in polemiche, magari giuste, ma poco costruttive. Riattivare o costruire centrali è un investimento impegnativo. Il nucleare non è sbagliato in senso assoluto ma diventerà (in poco tempo, mi auguro) obsoleto. servono progetti innovativi. Se non sbaglio c’è anche Kioto (ampiamente disatteso, per ora) da rispettare o, se non altro, la salute dei cittadini. e allora un pò di coraggio! Spendiamoci per un investimento a medio-lungo termine: la ricerca.
    Per la densità, poi, il discorso non ha senso. L’Italia potrebbe sfruttare una quantita di risorse naturali (sole, aria, acqua) di molto superiori. il problema è la volontà politica, economica e industriale. Cosa ha fatto Mattioli? Forse il suo risultato migliore è stato il car sharing. ma per favore!

  24. Anonimo dice:

    Pardon, Matteoli!

  25. ugo dice:

    Glielo ribadisco ignoro molte cose ma la cocuzza funziona:
    1 abitante consuma 100 Kw
    100 abitanti 10000
    il 20% di 100 è 20
    di 10000 è 2000
    Converra con tutti i matematici di questo mondo che sono due quantità molto diverse.
    Vede creare un mondo bello ed ecologicamente puro è un sogno che lascio raccontare ai verdi,perchè i sogni all’alba muoiono.
    Grillo dice una cosa ben più intelligente,ossia che oggi la miglior forma di ecologia di pronta applicazione sta nell’eliminare gli sprechi.
    Milanesi che bevono ferrarelle e romani che bevono sanpellegrino.
    Macchine con prestazioni da F1 che vengono usate a 50 kh in citta,ecc. ecc.
    Ad esempio esiste un sistema per gassificare il carbone ed utilizzarlo in modo più pulito del petrolio esiste già non c’è niente da cercare e già lì.
    Sull’elettricità non sto a spiegarle che nessuno ha ancora trovato il sistema di immagazzinarla quindi va prodotta e usata,durante i picchi di consumo avvengono le criticità.
    La cosa più logica sarebbe diluire i consumi

  26. ugo dice:

    Fa male a dire che riflettere sul passato sia una perdita di tempo inutile bisognerebbe far tesoro degli errori,riconoscerli e sopratutto non ripeterli.

  27. Anonimo dice:

    Non generalizzi. Io ho detto parlare, non riflettere. Riflettere sul passato e trarne insegnamento è essenziale (ovvio!). In questo specifico dibattito, in cui si parla di possibili soluzioni alla crisi energetica, è essenziale prima riflettere, anche sul passato, poi però parlare d’ipotesi il più possibile concrete per il presente/futuro.
    La teoria degli sprechi e giusta, si può integrare con l’energia ricavata da fonti rinnovabi e compensarla con quella tradizionale (anche nucleare). Aumentando però i finanziamenti alla ricerca.
    Sarebbe già un bel passo avanti.

  28. ugo dice:

    Guardi sulla ricerca sfonda una porta aperta.
    Una cosa che chiunque vinca il 6 aprile dovrebbe eliminare è la punizione dei virtuosi.
    Vengo e mi spiego perchè se metto il gasolio ecologico mi costa più del gasolio tradizionale?
    Perche se metto i pannelli solari devo sostenere l’investimento ed ammortizzarlo in 15 20 anni mentre le aziende tranviarie cittadine che comprano i mezzi anche con i miei soldi fanno girare mezzi che da soli inquinano come 40 autoveicoli annullando solo a pieno carico il fatto di portare 60 persone per volta?
    Ecco chi comincia a razionalizzare ciò che c’è farà un grande progresso.

  29. ugo dice:

    Guardi nella mia ignoranza credo che una città come Torino ridisegnando i percorsi dei mezzi pubblici potrebbe migliorare i servizi e inquinare meno.

  30. Anonimo dice:

    il discorso vale anche per altre città. Non solo modificando i percorsi ma cambiando combustile. Alcool prodotto da canna da zucchero. Da sempre usato in brasile e recentemente migliorato, sarebbe un ottima alternativa al diesel dei mezzi pubblici. Costa poco e inquina quasi la metà. Ma l’unione europea l’ha inserito tra i combustili non commerciabili. Chissà perchè?

  31. ugo dice:

    Forse perchè la canna da zucchero in europa non cresce,chissa se si può, magari modificando il processo estrattivo,dalla barbabietola visto che il comparto dello zucchero sta un po dans la merde.
    Mi perdoni ma sul buon senso 1 a 0 per me,anzi 0-1 perche gioco in trasferta.

  32. ugo dice:

    Non vorrei averla offesa con la storia dell’1 a 0 ma se ancora mi regge le farei notare che tutti i vegetali (anche gli scarti)contengono zuccheri quindi sono fermantabili quindi sono successivamente distillabili in alcol, non alimentare ma alcol.
    Voglio dire che se a Napoli si realizzasse una raccolta differenziata e si montasse un mega alambicco forse si ridurrebbero due problemi igenico ed energetico.
    Invece mandiamo i rifiuti in Germania accumuliamo eco-balle e conserviamo un bel tasso di disoccupazione.
    Il problema è grande ma Bassolino che fà?
    Nicchia.

  33. Anonimo dice:

    Scusi ero occupato e non ho fatto caso alla posta. Per quanto riguarda la canna da zucchero considero marginale il problema del trasporto, eventuale, dal sud america visto da dove andiamo a prendere gas e petrolio. Comunque la canna da zucchero, se di determinate selezioni, in europa potrebbe crescere eccome.
    Su altri combustibili ammetto la mia incopetenza quindi non esterno..

    Il problema dei rifiuti campani e del sud in generale (quindi anche giunte di centro-dx) è un problema grave che andrebbe risolto alla radice, mentalità della gente. Non conosco un solo partenopeo (ci saranno per carità) che faccia la raccolta differenziata, per esempio. Le statistiche lo confermano amaramente.

  34. ugo dice:

    Bordoni non si può considerare marginale il trasporto oggi con tutti i problemi di inquinamento che abbiamo,suvvia a furia di delocalizzare andremo a far l’amore con nostra moglie in Polonia perche li lavare le lenzuola costa meno che in Italia!
    Poi cominciamo a cercare di risolvere i problemi concatenandoli, se lo zucchero di barbabietola ha sostituito quello di canna nel caffè potrà con qualche aggiustamento far andare i motori.
    Una volta raffinati i prodotti sono chimicamente identici.Alle volte il buon senso è perfino più utile della ricerca,ed anche molto più economico.Pensi che il calore prodotto dal distillatore puo essere usato per produrre energia elettrica….INCREDIBBBBILE

    Sulla problematica partenopea, detto che adoro i campani, bisogna spiegargli che non vogliono i termovalizzatori non vogliono fare la differenziata be…..la soluzione non può essere vivere nella mondezza o mandarla in Germania.
    L’altro giorno un parlamentare di rifondazione campano si è scagliato contro la Lombardia dicendo come una regione Padana può mandare la monnezza in Germania e una meridionale no?
    Ecco quel signore dovrebbe andare ……………..
    Le situazioni sono assolutamente non paragonabili a partire dalla distanza tra mi-germania e na-germania

  35. zgcescqe dice:

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