Dibattiti

Salvateci almeno il sacro

sacro e profano

Mala tempora currunt , e non da oggi,per il profano. Speravamo di consolarci con il sacro.E invece……In questi tempi di magra generale e globale,in cui in Italia e nel mondo aumenti anche modestissimi di tasse provocano cori di disperazione e di protesta che coinvolgono sia anziani con la pensione sociale sia ricconi come Berlusconi, in diversi paesi migliaia di persone fanno letteralmente la fila, e qualche volta anche a cazzotti, per assicurarsi, al modesto prezzo di 8 mila euro, l’acquisto di un certo tipo di gatto che, grazie a prodigi di laboratorio, non trasmetterebbe all’uomo alcuna allergia. La signora Mastella, moglie di coanto Clemente, nonchè presidente del consiglio regionale della Campania, prende a bacchettate sulle dita le ossute manucce di Emma Bonino perchè quest’ultima, ministro per il commercio estero e per gli affari comunitari, ha osato criticare la costosa politica estera di molte regioni, ad esempio la Campania che, per partecipare al “Columbus day ” di New York, ha mandato negli Stati Uniti -e proprio nel momento in cui il Governo, con la Finanziaria, chiede sacrifici alle amministrazioni locali- una delegazione di una cinquantina di persone. “Il secolo d’Italia”, il giornale di An, è minacciato di chiusura perchè, secondo Gianfranco Fini, costa molto e serve a poco più che niente. La maggioranza della nomenklatura del partito non corre in suo aiuto ma lo fa il nemico politico numero uno di An, Rifondazione che, con il suo giornale, “Liberazione”, esprime solidarietà al “Secolo”.
Anche limitandoci a questo piccolo campioncino di fatti e fatterelli recentissimi il quadro del profano risulta , lo vedete, un disastro. Purtroppo non va tanto meglio per il sacro. Un teologo del dodicesimo secolo s’inventò il limbo come una specie d’istituto di carità celeste in cui si dà rifugio ai bambini morti prima del battesimo e a tutte le persone buone e giuste vissute prima dell’avvento di Cristo. Nove secoli dopo un Papa, Benedetto XVI, si è accorto che, per ragioni facilmente intuibili, la trovata non era, per così dire, molto popolare. Si appresta dunque ad abolire il limbo. E’un gesto riparatore ma anche la confessione di un errore durato poco meno di un millennio e quel che è peggio, l’affermazione (o meglio la riaffermazione, dato che già la espresse il teologo del dodicesimo secolo) del presunto diritto della Chiesa a dettar legge su materie che dovrebbero essere competenza esclusiva dell’Onnipotente, quali,appunto, Paradiso, Inferno, Purgatorio e Limbo. Si tratta perciò di parole e gesti che rischiano di mettere in crisi il significato e la forza del sacro. Idem per il recentissimo giudizio del Papa sul matrimonio, da Benedetto XVI definito “un dono di Dio”. Anche quando avviene tra persone che si sposano per interesse o, come avviene ancora in molti paesi, perchè costrette dai parenti, o geneticamente costruite per stare lontane mille miglia l’una dall’altra? Non c’è, Santità, il rischio che queste affermazioni rendano sempre più difficile -anzichè incoraggiarla- la diffusione della fede, non favorita, oltretutto, da iniziative che sembrano ispirarsi ai talk show di Maria de Filippi, come quella con cui in una basilica romana-quella di Santa Anastasia,al Palatino- si offre alle persone che non hanno tempo nè voglia di dialogare direttamente con Dio il servizio (dicono gratuito) di 200 volontari disposti non ad accompagnare i bambini all’asilo o a tenere compagnia agli anziani sulle panchine dei giardini pubblici ma a pregare per conto degli svogliati e degli smemorati?

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ott  06
10
alle 09:54
da mariopinzauti


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