Quando arriva il conto…

“Nei primi sei mesi del 2006 il bilancio approvato dal governo per l’operazione Antica Babilonia prevede 4 milioni di euro di aiuti e 7 milioni per le attività di informazioni e sicurezza della presidenza del Consiglio dei ministri, ossia per gli inviati del Sismi. E la stessa cosa è avvenuta sin dall’inizio: in 3 anni l’intelligence ha ottenuto circa 30 milioni di euro mentre per “le esigenze di prima necessità della popolazione locale” ne sono stati stanziati 16″.
Proviamo allora a ricapitolare(in sintesi) ciò che spiega Gianluca Di Feo nella sua inchiesta pubblicata oggi su l’Espresso: la missione in Iraq è costata, in totale, fino ad ora, 1.534 milioni di euro (poco meno di 3.000 miliardi di vecchie lire) per consegnare alla popolazione locale 16 milioni (30 miliardi di lire) in aiuti e materiali. Presto fatta la proporzione: 100 a 1 tra il costo del dispositivo militare – tra mantenimento dei soldati e croce rossa, apparati tecnologici e, soprattutto, spese d’intelligence – e i beni realmente distribuiti alla popolazione della provincia di Dhi-Qar.
Al di là delle – comunque giustissime – questioni etiche (missione giusta o sbagliata?, missione di pace o di guerra?), come vi sembrano questi risultati?
da lore
Ultimo commento:
di Carlo Zaccaria il 01/1/70
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maggio 5th, 2006 at 17:01
è grave che ci sia qualcuno che menta con tanta faccia tosta sui veri fini di una guerra (perché questo è, una guerra!), ma che ci siano ancora così tante persone disposte a crederci lo trovo drammatico…
maggio 5th, 2006 at 19:15
Ho letto i dati relativi ai costi delle missioni militari Italiane all’estero….lasciano senza parole!!!!
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maggio 6th, 2006 at 15:03
Hanno un prezzo libertà e democrazia? Secondo me no, ragion per cui trovo inutile la valutazione di questi dati.