Qualche perplessitÃ

La nuova lista dei ministri è stata comunicata dal Presidente Prodi poche ore fa e già si avvertono le prime polemiche, sia da oppositori che dagli elettori del centrosinistra. Ne elenchiamo, di seguito, alcune.
Su 25 dicasteri totali solo 6 sono andati a donne di cui 5 “senza portafoglio”. La promessa del 30%, così, è stata disattesa (nonostante ci sia stato un considerevole miglioramento percentuale rispetto alla passata legislatura in cui se ne contavano soltanto 2). L’età media del CdM è di 51 anni, più alta che nella maggior parte dei governi europei e, cariche come il Ministero dell’innovazione (consegnato al pur autorevole Luigi Nicolais) è andata a un 64enne e il ministero dei Giovani ad una 45enne(comunque la più “giovane” della compagnia!). Infine, si nota una scarsità vistosa di ministri “tecnici”, ovviamente a causa delle forti pressioni interne per mantenere tutte le forze interpartitiche coese all’interno dell’esecutivo.
da lore
Ultimo commento:
di liborio il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







maggio 17th, 2006 at 23:57
Mastella alla Giustizia è un’assurdità urlante. Quali competenze ha in ambito giuridico per ricoprire tale ruolo? Per di più fino a poche ore prima reclamava la poltrona della difesa: allora una vale l’altra, purchè “di peso”. Ma se questo principio può valere per l’aspirante ministro, non dovrebbe valere per il Presidente del Consiglio, il quale suppongo dovrebbe avere a cuore prima di tutto l’interesse del Paese, e quindi il buon funzionamento del governo. Ma allora perchè alla Giustizia non è andato Di Pietro, laureato in giurisprudenza e per anni esponente di spicco della magistratura italiana? Le competenze proprio non hanno rilevanza? C’erano anche Violante, la Finocchiaro, D’Ambrosio, tutte persone che con il mondo della giustizia hanno dimestichezza. Che vergogna.
maggio 18th, 2006 at 12:44
Credo che bisognerebbe fare un passo indietro nelle proprie considerazioni. I “tecnici” sono stati chiamati al governo dopo tangentopoli proprio perchè la classe politica era decapitata o sospettata. Adesso è opportuno che la politica torni al suo primato. Quello che conta è l’indirizzo politico che viene dato ad un determinato ministero. Urlare vergogna per Mastella dopo aver subito Castelli ( ing, elettrotecnico) per cinque anni senza fiatare o Martino (prof universitario di economia ) alla Difesa mi sembra assai pretestuoso. I Ministeri sono pieni di tecnici e di esperti. Per fare delle scelte politiche ci vuole un politico. Gli altri le metteranno in pratica.Come da qualunque parte del mondo civile.
Prima di parlare accertarsi di avere il cervello collegato.
maggio 21st, 2006 at 01:12
Luca è proprio questo l’aspetto sconcertante, nonostante le continue critiche a Castelli, il nuovo governo ha: Mastella alla giustizia e un medico all’istruzione, 99 componenti (quasi un record) e nessuna lezione di stile.
maggio 22nd, 2006 at 11:37
Liborio, non è che cadi anche tu nel tranello dell’esperto o del tecnico ? La persona giusta al posto giusto è corretto in azienda ma in un governo le dinamiche sono molto diverse. Critico castelli non per la sua incompetenza giuridica ma per le sue posizioni partitiche che gli hanno fatto assumere posizioni “assurde” come ad esempio (senza entrare nel merito) tutta la diatriba sulla grazia. non c’era bisogno di scomodare la Consulta per capire spirito e letera della nostra Costituzione.
maggio 22nd, 2006 at 23:28
Certo Luca, certo, ma come ministro dell’istruzione avrei gradito una persona che se parla di scuola sa quello che dice, l’esperienza Moratti dimostra la mia teoria. Su Mastella alla giustizia preferisco non commentare…