Dibattiti

Un nuovo caso Telecom?

“Il Ministero delle Comunicazioni, coerentemente con i poteri attribuitigli dal Codice delle Comunicazioni elettroniche, avvierà un’indagine per appurare che i gestori telefonici abbiano rispettato le condizioni poste alla base dell’autorizzazione generale per le prestazioni del servizio di telefonia. Sullo sfondo del caso Telecom Italia, l’indagine vuole verificare, nello specifico, che non siano stati violati i vincoli relativi alla sicurezza delle reti e alla protezione dei dati personali degli utenti”.
Ore 16.20 questa è una delle ultime notizie che entra nel merito del caso Telecom e del suo sottobosco fatto di spioni, minacce, collusioni tra amministratori e politici.
Leggendo tra le poche righe ci si accorge, dopo circa un mese d’indagini e scoop ad effetto, di aver tralasciato, del grande “pacchetto telecomunicazione”, una cosa tanto grande quanto fondamentale. Quale? Semplice, che in Italia ci sono non una, non due ma tre grandi società che lavorano nei servizi telefonici e solamente di una, almeno fino ad ora, si è parlato.
E le altre?
Sull’anglo-olandese Vodafone poco da rilevare. Ma Wind?
Dall’Enel, lo scorso anno, la compagnia e passata nelle mani di Naguib Sawiris, egiziano magnate delle telecomunicazioni che i maligni (e non solo) dipingono come affarista quantomeno spregiudicato. Che c’è di rilevante? Semplice, tutte le connessioni telefoniche e radiomobili di polizia, carabinieri e guardia di finanza si apoggiano sulle linee dell’estero gestore. L’unico che ha tentato di sollevare il caso chiedendo almeno una verifica dei livelli di sicurezza è stato il ministro per le infrastrutture Di Pietro (ma Gentiloni, dov’era?). Ovviamente si è pensato subito di zittirlo.
Che serva un nuovo scandalo per accorgersene?

Condividi:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  06
10
alle 04:32
da lore


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


Lascia un Commento