I pezzi lungo il cammino

La Finanziaria presentata da Prodi e Padoa Schioppa è consistente. Si dovrà stringere la cinghia in settori importanti come enti locali, sanità e previdenza. D’accordo o meno con la manovra (che per assoluta necessità di bilancio nazionale e responsabilità verso l’Europa, doveva essere improntata al rigore) ci si trova ora di fronte ad un dilemma: quanti saranno i pezzi persi per strada?
I sindaci hanno reclamato un dimagrimento delle misure sui comuni e la manovra è stata ridotta di 1,1 miliardi. Gli industriali hanno lamentato il prelievo dai fondi del Tfr e sono stati accontentati con ” la promessa di esonerare le piccole e medio imprese dall’operazione”. Al più tardi tra un paio di giorni sarà la volta del faccia a faccia con le regioni, su cui si scommette una mano tesa per ridimensionare il rigoroso tetto posto al bilancio sanitario. E ancora nessuno – come minaccia l’opposizione – è sceso in piazza.
Per riportare pil e deficit su livelli accettabili dopo anni di sforamenti di budget, finanziarie creative e condoni il Premier e il titolare del dicastero economico hanno dovuto attirarsi le ire di centristi e moderati (oltre a tutta la Cdl) con un provvedimento più rigido di quello impostato dall’allora governo “d’emergenza” Amato.
Ora, vista una leggera ripresa dell’economia nel vecchio continente, il traguardo dei parametri U.E. sembra possibile. Ma quanti pezzi(e quindi rallentamenti, rivalutazioni sul rating e spese per il debito publico) dovremo lasciarci ancora indietro?
da lore
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