Dibattiti

Un paese normale

Immaginiamo un paese normale. Un governo normale. Una giustizia normale. Immaginiamo un ìndagato, ritenuto colpevole, successivamente, condannato. Cosa accadrebbe? Inflittagli la pena, la sconterebbe secondo le forme, modalità e tempi richiesti dagli organi giudiziari, a meno di riduzioni per buona condotta. Questa, però, almeno in Italia, non è la prassi. L’Italia non è un paese normale. Almeno per ora. Fino al giorno della sua radicale trasformazione, tra i mille problemi a cui la politica deve far fronte, troveremo anche il terribile e temibile sovraffollamento carcerario, la giustizia dai tempi infiniti, la crisi di bilancio (eh si, anche i secondini devono giustamente percepire uno stipendio, le carceri un minimo di manutenzione, i carcerati un pasto caldo e una doccia). Che fare? Indulto per reati minori? Costruzione (il centrodestra, in tal proposito, cosa ha fatto nei 5 anni precedenti) di nuovi carceri? Estensione delle pene cosiddette alternative (lavori socialmente utili, comunità, domiciliari, braccialetto elettronico)? Tutte belle proposte ma, al netto delle utopie, rimane poco. Giusto allora l’avvertimento del ministro Di Pietro sui rischi di un’indulto ad ampio raggio con i relativi problemi di ordine pubblico e politico(vedi Previti&co.). Giusto, però, anche considerare il problema della maggioranza in aula, obbligatoria dei due terzi, e dei relativi compromessi necessari per farle superare il varco parlamentare. Allora, importante discutere, riflettere e ponderare accuratamente prima di dare il via ad una qualsivoglia soluzione. Divieto assoluto di parate giullaresche in piazza ed autogol clamorosi: cosa di cui si vede, ahinoi, sempre più delineato il pericolo.

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lug  06
25
alle 03:15
da lore

Ultimo commento:

di Michele Parronchi il 01/1/70

Credo che gli unici ad essere incartati siano stati i cittadini che speravano di avere le leggi a...


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Un Commento to “Un paese normale”

  1. Michele Parronchi dice:

    Credo che gli unici ad essere incartati siano stati i cittadini che speravano di avere le leggi ad personam abrogate, una riforma della legge elettorale, una lotta all’evasione fiscale e tutto ciò che il centro-sinistra aveva promesso. Ottenuto? Un indulto che conclude l’opera berlusconiana, che salva chi ha rubato i risparmi alla povera gente (Parmalat, Cirio, ecc, che a futura memoria salverà il c..o a tante persone che ancora non sono indagate.
    E questo con la scusa di migliorare le condizioni dei poveri cristi in carcere.
    Bastava modificare la bossi-Fini con la sola maggioranza che già liberavamo circa 10000 detenuti, bastava sistemare quell’ enorme numero di carceri fatti e mai utilizzati.
    Senza per questo cedere ai ricatti, o forse il ricatto era solo una scusa.

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