Un paese normale

Immaginiamo un paese normale. Un governo normale. Una giustizia normale. Immaginiamo un ìndagato, ritenuto colpevole, successivamente, condannato. Cosa accadrebbe? Inflittagli la pena, la sconterebbe secondo le forme, modalità e tempi richiesti dagli organi giudiziari, a meno di riduzioni per buona condotta. Questa, però, almeno in Italia, non è la prassi. L’Italia non è un paese normale. Almeno per ora. Fino al giorno della sua radicale trasformazione, tra i mille problemi a cui la politica deve far fronte, troveremo anche il terribile e temibile sovraffollamento carcerario, la giustizia dai tempi infiniti, la crisi di bilancio (eh si, anche i secondini devono giustamente percepire uno stipendio, le carceri un minimo di manutenzione, i carcerati un pasto caldo e una doccia). Che fare? Indulto per reati minori? Costruzione (il centrodestra, in tal proposito, cosa ha fatto nei 5 anni precedenti) di nuovi carceri? Estensione delle pene cosiddette alternative (lavori socialmente utili, comunità , domiciliari, braccialetto elettronico)? Tutte belle proposte ma, al netto delle utopie, rimane poco. Giusto allora l’avvertimento del ministro Di Pietro sui rischi di un’indulto ad ampio raggio con i relativi problemi di ordine pubblico e politico(vedi Previti&co.). Giusto, però, anche considerare il problema della maggioranza in aula, obbligatoria dei due terzi, e dei relativi compromessi necessari per farle superare il varco parlamentare. Allora, importante discutere, riflettere e ponderare accuratamente prima di dare il via ad una qualsivoglia soluzione. Divieto assoluto di parate giullaresche in piazza ed autogol clamorosi: cosa di cui si vede, ahinoi, sempre più delineato il pericolo.
da lore
Ultimo commento:
di Michele Parronchi il 01/1/70
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luglio 31st, 2006 at 23:44
Credo che gli unici ad essere incartati siano stati i cittadini che speravano di avere le leggi ad personam abrogate, una riforma della legge elettorale, una lotta all’evasione fiscale e tutto ciò che il centro-sinistra aveva promesso. Ottenuto? Un indulto che conclude l’opera berlusconiana, che salva chi ha rubato i risparmi alla povera gente (Parmalat, Cirio, ecc, che a futura memoria salverà il c..o a tante persone che ancora non sono indagate.
E questo con la scusa di migliorare le condizioni dei poveri cristi in carcere.
Bastava modificare la bossi-Fini con la sola maggioranza che già liberavamo circa 10000 detenuti, bastava sistemare quell’ enorme numero di carceri fatti e mai utilizzati.
Senza per questo cedere ai ricatti, o forse il ricatto era solo una scusa.