Fassineide, ovvero il sacrificio per il “partitone”

Prima la fuga in avanti sulla questione della leadership, ora la richiesta sollecita a Prodi di accelerare i tempi per il “cantiere riformista”. Si capisce lontano un miglio che Piero Fassino vuole la guida del Partito democratico: ha sempre lavorato alacremente per questa prospettiva e ha sacrificato persino le ambizioni da ministro alla nobile causa del “partitone”. Il problema, come al solito, è Francesco Rutelli. Il leader Dl frena e lascia intendere che il timone del soggetto riformista per adesso resta a Prodi e poi dovrà essere plurale. E’ l’ennesimo capitolo dell’odissea sentimentale tra Quercia e Margherita, un amore-odio tra due consorti che sanno di dover vivere sotto lo stesso tetto, lo vogliono anche, eppure non si rassegnano a farlo in modo pacifico. Intanto, però, si sa che entro giugno ci sarà un vertice con Prodi per dare il via al processo di unificazione. Ma un esponente dei Ds romani mugugna a Politicablog: “Non sono bastati gli sgambetti durante la formazione del governo – dice riferendosi ai Dl – non gli è bastato aver fatto saltare Bettini che doveva andare al ministero della Cultura. Ora vogliono “usare” Fassino per poi scaricarlo. Con questi bisognerà fare patti chiari e amicizia lunga”.
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giugno 17th, 2006 at 22:17
utgzbj atmfl bhri wagnpij zvqekh toyjcrx opylvfi
giugno 28th, 2006 at 13:34
uno che ride senza denti è uno spalmatore di vaselina e prima o poi in tanti avranno problemi anali.
luglio 7th, 2006 at 15:35
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