Dibattiti

I mutevoli colori dell’indulto

previti

Era non solo atteso, era scontato. Ma ora che arriva la conferma la bocca si riempie di fiele. Anche Cesare Previti potrà chiedere e ottenere i benefici dell’indulto. Scontava i sei anni di reclusione inflittigli per sciocchezze come la corruzione di un giudice trascorrendo le giornate negli agi e nei conforti della sua bella dimora di piazza Farnese, a Roma, dove vive, si può dire,vis a vis con l’ambasciatore di Francia, avendo oltretutto la possibilità di fare qualche capatina nel suo studio legale di via Cicerone e di controllare lo stato delle pratiche di cui si occupa ricavandone spesso e volentieri un ottimo profitto: come lui stesso ha ammesso quando, nel corso del processo a suo carico, ha raccontato di aver intascato, e oltretutto in nero, cioè senza pagare le tasse, una sommetta pari a diverse centinaia di migliaia di dollari per una certa operazione disposta da un signore il cui cognome comincia con la b e finisce con la i. Ma sembrava troppo, sembrava la continuazione di una crudele persecuzione. A fare piena giustizia(o piena ingiustizia, secondo i punti di vista) ecco ora però arrivare l’indulto, grazie al quale cesserà anche il disturbino degli arresti domiciliari e la libertà totale verrà restituita a Previti. Con una sola condizione: che egli accetti di operare per i servizi sociali. In che veste, in quale funzione? Per aiutare le vecchiette ad attraversare la strada? Per confortare le zitelle in cerca di marito? Per assistere se stesso nella battaglia contro i magistrati rompiscatole che hanno il brutto vizio di cercare una punizione almeno giudiziaria contro i politici disonesti? Pensiamo che la risposta al quesito, quale che sia, non sarà digeribile per nessuno, salvo, s’intende, che per Previti e il suo signore e padrone. E pensiamo anche che quest’ultimo non perderà l’occasione per dare un definitivo riconoscimento di paternità alla legge che ci ha dato l’indulto. Per la verità l’aveva già fatto ma a viso coperto, ritirando la mano dopo aver lanciato il sasso, nel momento in cui, proprio per favorire Previti e altri della sua famiglia politica, aveva chiesto e ottenuto da quei fregnoni della maggioranza, con il loro capo in testa, un indulto che, per dirla chiaro e tondo, gli andasse su misura. Poi, di fronte ai furori popolari, specialmente quelli provocati dal caso del mostro di Foligno, aveva ritirato anche il sasso, o meglio gli aveva fatto cambiare etichetta, lo aveva definito cosa del centrosinistra .Ora nuova svolta, anzi conversione a u. Grazie a Previti, per Previti, sono in corso i lavori per cambiare di nuovo l’etichetta, per definire e proclamare di centrodestra, tutta di centrodestra questa solenne porcata che, comunque la si colori, resta l’indulto.

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ott  06
9
alle 09:01
da mariopinzauti


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