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Le otto fatiche di Romano

Da come stanno andando le cose le fatiche di Romano Prodi per la composizione del suo governo sembrano non meno ardue di quelle in cui, alcune migliaia di anni fa, s’impegnò Ercole: anche se, a quanto prevede Berlusconi (chissà perchè proprio lui) alla fine la quadratura del cerchio sarà trovata, si troverà il modo per mettere d’accordo D’Alema con Rutelli, Mastella con la Bonino, Amato con Parisi e facendo ricorso alle arti del mago Merlino si metterà in piedi un governo che durerà almeno due anni, forse (è sempre Berlusconi a prevederlo, immaginate con quanta allegria) addirittura cinque. Vedremo, sperando di vedere e presto. Ma non sarà certo come bere un bicchier d’acqua e dunque è difficile capire perchè alle sette fatiche che, in questi giorni, gli agitano i sonni e le veglie, Romano Prodi, forse spontaneamente, forse cedendo alle pressioni dei suoi principali supporters, i leader dei Ds e della Margherita, abbia voluto aggiungerne un’ottava: un colpo di acceleratore per la costituzione del partito democratico. Si comincia infatti a fare e diffondere il nome del coordinatore di questo oggetto misterioso – potrebbe, si dice, essere il Piero Fassino orbato da un incarico di governo – e si danno per vicini congressi e iniziative comuni. Ma non sarebbe il caso – e non solo per alleviare le fatiche di Prodi – di aspettare, di vedere costituito il governo e di come, nel governo, la collaborazione tra Ds e Dl funzionerà, sempre che funzioni? E – soprattutto – non sarebbe opportuno fare qualche verifica per sapere quanti, nell’Ulivo, il partito democratico lo vogliono veramente? Non ve lo diamo per oro colato: ma secondo noi sono pochi, molto pochi.

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mag  06
15
alle 04:42
da mariopinzauti


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