Serrata.

Sarà un’errata semplificazione giornalistica o una affettuosa compiacenza quella di definire sciopero un fermo lavorativo tipico della serrata?
Credo sia arrivato il momento di finirla e pregherei i capi redattori e i direttori ad una vigilanza più attenta su quanto scrivono i colleghi.
Sciopero è quello del lavoratore dipendente contro il “padrone”. Ha storia e origini nobili. Dalle lotte contadine e bracciantili, dalle repressioni sanguinose di Bava Beccaris, dagli scioperi dei metalmeccanici degli anni 60/70 contro le angherie in fabbrica agli scioperi dei farmacisti?
Se categorie professionali o artigianali di micro imprenditoria bloccano il loro lavoro non è per protesta contro il datore di lavoro ma in difesa dei privilegi accumulati dalla corporazione. Siano essi fornai, avvocati, tassisti, farmacisti e via enumerando. L’Italia dei fasci e delle corporazioni è ancora ben viva e presente nel tessuto del paese. E allora chiamiamoli con il loro nome senza ammantarli di una “difesa” operaia che non gli appartiene e non gli spetta. La loro è una serrata. Punto e basta.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di simone il 01/1/70
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luglio 22nd, 2006 at 16:06
CONCERTANDO:
FARMACI AL SUPERMERCATO SENZA FARMACISTA
Le farmacie totali in Italia sono 17.352, di cui private 15.987 e pubbliche 1.365.
I Farmacisti iscritti agli Ordini in Italia sono 71.241.
I Farmacisti iscritti a Federfarma, ovvero il Sindacato dei Titolari di Farmacia, sono 15.987.
I Presidenti degli Ordini dei Farmacisti presenti sia nel Consiglio della FOFI (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani) che nell’ENPAF (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Farmacisti) sono al 98% Titolari di Farmacia.
Ecco perché gli unici a muoversi contro il decreto Bersani sono solo le sigle ufficiali: Federfama, Fofi e Ordini dei Farmacisti.
Inaccettabile sotto l’aspetto giuridico e deontologico è la seguente dichiarazione stampa:
“Federfarma, infatti, si è dichiarata disponibile: «ad accettare la vendita negli esercizi commerciali dei farmaci da automedicazione, certificati dall’Agenzia del farmaco come sicuri e maneggevoli, meglio se in confezioni ridotte, acquistabili senza il filtro del farmacista, come avviene nei Paesi europei dove il farmaco da banco è fuori farmacia.”.
FEDERFARMA può parlare solo a nome dei propri aderenti e non dei 30.000 farmacisti non titolari abilitati alla professione dalle nostre Università, giudicati non “buoni farmacisti” se operano fuori dalle farmacie private.
Invitiamo il Governo a non cedere alla pretesa della FEDERFARMA di decidere sul destino professionale dei farmacisti non titolari, già ampiamente mortificati da decenni di privazioni : retribuzioni inadeguate, concorsi di durata biblica, esclusione dall’insegnamento ecc… .
Il Farmacista è tale indipendentemente da dove si vende il farmaco e dove c’è il farmaco deve esserci il Farmacista.
luglio 23rd, 2006 at 11:05
Ed uno sciopero dei dipendenti pubblici come lo definiresti ??
luglio 24th, 2006 at 08:43
Un’anomalia:-) anche se a rigor di logica è uno sciopero. ci sono i dipendenti e c’è un “datore di lavoro”.
agosto 1st, 2006 at 13:28
Leggendo il commento del “notturnista” o di lucio comincio a temere che l’informazione in Italia sia ormai arrivata alla fine del palo se si dice che Bersani vuole chiudere le farmacie!.
Farmacie che sono diventate ipermercati si oppongono attraverso la serrata alla vendita anche nei supermercati di prodotti da banco. Signori non scherziamo. o i giornali informano male, o voi li leggete poco, o peggio, siete in malafede ed allora non vale la pena rispondere.
luglio 27th, 2006 at 17:24
Spero ke non ti sia mai capitato di svegliarti alle 3 del mattino perchè avevi bisogno di una compressa per la febbre alta, oppure di esserti reso conto ke è finito il latte a tuo figlio nato appena 20 giorni fa! quando è capitato, la cosa + facile è stata quella di andare alla farmacia di turno + vicino a casa ( di solito dista solo 10 minuti di macchina). Kon questo decreto il ministro Bersani non vuole solo eliminare questi tipi di servizi, ma peggio sta facendo gli interessi corporativi della grossa distribuzione…. portare la farmacia all’ interno degli ipermercati. Questo non è tanto un problema per i grossi centri abitati dove ci sono molti ipermercati, ma è un serio problema per quei centri di poke migliaia di abitanti dove un ipermercato non verrà mai aperto! una volta distrutta la rete di farmacie attualmente esistente come riuscirà un vekkietto senza patente ke abita in periferia a procurarsi il medicinale per continuare a vivere? Questo è quello ke sta attuando il ministro Bersani!
P.S. La moglie di Bersani è una farmacista dipendente… mica le coop gli avranno promesso un bel impiego in qualke centro commerciale?
luglio 28th, 2006 at 12:00
sottoscrivo il commento del notturnista. Già scarseggiano gli alimentari ed il vecchietto non ha la possibilità di andare all’iper, togliamo anche le farmacie e siamo a posto, anche i centri storici diventeranno solo dei dormitori. Fare favori alle coop fa credere alla maggioranza delle persone che lo si faccia per i consumatori, invece basterebbe che il ministero concordasse i giusti prezzi con l’industria farmaceutica, invece di scaricare le colpe sulle farmacie.Al limite se proprio si vuol togliere qualche privilegio di casta, aumentare le farmacie, quello si.
luglio 30th, 2006 at 22:47
Vi sembra logico e terreno che:
1) per una farmacia che fattura 1mln di euro ne vengano chiesti 6,
2) non ci siano limiti di età per l’acquisto e la gestione e 60 anni per i concorsi,
3)fino a 7499 abitanti non scatti la seconda sede,
4)l’erede può mantenere la proprietà e la concessione solo con l’iscrizione a farmacia…senza fare un esame per 10 anni,
5)il titolare della farmacia non sia obbligato ad assumere farmacisti in base al numero di ricette spedite ,
6) il contratto delle farmacie private sia inferiore del 30% delle pubbliche,
7) la FEDERFARMA controlli la FOFI, l’ENPAF e l’ONAOSI E DECIDA IL DESTINO PROFESSIONALE DEI NON TITOLARI?
Se si o siete titolari o…felici della schiavitù.
agosto 2nd, 2006 at 22:32
Che la grossa distribuzione contribuisca ad affondare le piccole attività commerciali, è un dato di fatto, non una notizia da apprendere dai giornali. Ma è evidente che le ragioni dei piccoli commercianti non interessi al signor Luca Ajroldi, come a Bersani, e come a tutti i suoi elettori. Sanno solo vedere il commerciante ladro, evasore, e speculatore, invece la COOP che è una cooperativa sociale, mette via fondi neri a discapito dei contratti di lavoro a strozzo che fa ai suoi dipendenti, ma su quello si tace.
agosto 4th, 2006 at 20:47
ciao..sn quasi laureato in farmacia…e in questi mesi sto facendo un tirocinio formativo…!(NON SONO PROPRIETARIO)…. mi dissocio assolutamente dal decreto bersani..soprattutto dopo essermi informato sulla figura della moglie del ministro…e poi vivendo in italia purtroppo tocca essere dietrologi…in quanto la dottoressa(moglie del ministro e tra l’altro farmacista)…è stata dipendente di una farmacia comunale per svariati anni…quindi “AGLI ORDINI DI UN PADRONE”…e ogni giorno,vi assicuro che in una farmacia,oltre ad entrare un numero elevatissimo di persone ,entrano anche svariati soldi di cassetto…che potrebbero allettre un dipendente…!!!..vi pare????…SECONDO ME LA MOGLIE DEL MINISTRO GUARDAVA SEMPRE IL CASSETTO E RIMURGINAVA,RIMURGINAVA…..fin quando un bel giorno il marito non diventa ministro….E UDITE,UDITE…in nenche 60 giorni…fa uscire i farmaci OTC(over the counter)dalle farmacie……!VI VOLEVO RICORDARE ANCHE…che il 90% dei laureati in farmacia a 2 anni dalla laurea lavora stabilmente…quindi..è inutile che vadano a dire in giro che “LIBERALIZZANO”per creare nuovi posti di lavoro,perche’ dicono cazzate.
agosto 4th, 2006 at 21:21
..tra l’altro:il curriculum di un farmacista neo laureato medio..è di circa 28 esami di cui una ventina circa di tipo chimico,biochimico,analitico..con svariate ore di laboratorio annessi(TOSTI)…come si suol dire..per non parlare dei restanti…quali fisiologia,patologia,farmacologia,tossicologia etc…quindi un università seria che forma ragazzi che opereranno nel vasto campo sanitario…quindi il mio dissapore,non e’ quello che gli otc verranno venduti al di fuori del canale delle farmacie…MA…è che si creeranno dei farmacisti di serie”B”…obbligati a lavorare in dei supermarket…con tutto il rispetto…..ma a questo punto,iniziavo a lavorare a 19 anni…RAGION PER CUI… molti miei colleghi opteranno per l’estero…DOVE(ultimamente si sta facendo un opera di persuasione governativa e parlo di UK e USA per far rientrare gli OTC nelle farmacie in seguito a intossicazioni dovute ai mix di questi OTC con altri farmaci che magari si stanno assumendo in quel periodo per altre patologie…TUTTO CIO’ ha fatto raddoppiare la spesa sanitaria in 5 anni)…e quindi dove la richiesta di farmacisti e’ piu’alta…