Dibattiti

Politicamente scorretto

taxi

Siamo bravi ad inventare parole. Pensate ai ciechi che ora chiamiamo poeticamente “diversamente abili” ma continuiamo a considerarli cittadini di serie B. pensate agli spazzini ora sono diventati “operatori ecologici”. La vecchia domestica è diventata collaboratrice familiare e la segretaria si è trasformata in “assistente”. Siamo bravi a cambiare le parole per non cambiare nulla dei contenuti. Però poi, noi così abili a modificare, sostituire non abbiamo più il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. La protesta dei tassisti ? E’, molto semplicemente, una “serrata”, come si diceva un tempo delle azioni di ritorsione messe in atto dai padroni. E sì, cari amici il 90% dei taxi italiani è di proprietà del conducente o di un suo stretto congiunto. E la protesta, o meglio, la serrata non è messa in opera per migliorare le condizioni del servizio o in favore dei consumatori ma per mantenere una sorta di priviligi e di guadagni senza dover correre il rischio della competizione. In un paese che si dice liberale, a parole, e liberista, sempre a parole, in economia vige un sistema di corporazioni e di privilegi come solo nella vecchia Unione Sovietica o ai tempi del fascio. E chi scende in campo per dar manforte ? L’ex ministro Storace che proclama: “vogliono punire le classi sociali vicine al centro destra”. Idiozia totale perchè farmacisti, assicuratori, tassisti sono cittadini e consumatori e quello che va benissimo agli italiani dovrebbe essere anche nel loro interesse. Ma la politica, quella più ottusa, continua a farsi del male.

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lug  06
3
alle 04:44
da luca ajroldi


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