Proprio come Lenin
Il fedele Fedele Confalonieri, ex compagno di studi dell’arte di pensarne e farne di tutte per avere successo e quattrini, l’aveva detto con tono scherzoso, all’indomani della famosa dichiarazione di piazza San Babila a Milano: “a volte è come Lenin”. Si riferiva ovviamente a Berlusconi elogiandone la straordinaria capacità di inventarsi le occasioni per richiamare su di se l’attenzione popolare: come stava facendo, creando il Partito della Libertà sulle ceneri di Forza Italia. Abbiamo ripensato a quelle parole mentre, in momenti più vicini a noi, ieri, il Cavaliere faceva un’altra dichiarazione, questa riferita alla possibilità che in tempi futuri ma non troppo il suo neonato partito si possa alleare con il pd di Veltroni. “Ma allora sta proprio diventando come Lenin”, ci siamo detti: e a differenza di Confalonieri senza scherzare nemmeno un poco, dato che la nostra memoria ci richiamava a quanto avevamo appreso dai volumoni letti in gioventù sulla rivoluzione sovietica. E cioè che Lenin era maestro, anzi un genio, quando, per conquistare il potere, ricorreva ad alleanze con le forze politiche più disparate, comprese quelle che, come i menscevichi, i socialisti rivoluzionari, gli anarchici, eccetera amava come il fumo negli occhi. Ma era anche più bravo, d’una bravura da guinness nell’arte di liberarsi di questi compagni di cordata quando costoro non gli erano più utili per spadroneggiare in Russia. Tanto è vero che menscevichi, socialisti rivoluzionari, anarchici, eccetera ebbero, come compenso finale, parecchi anni di soggiorno nei gulag o nelle celle della Lubianka e, in molti casi, finirono addirittura davanti ai plotoni di esecuzione. Ora, morto e sepolto il comunismo, morto e sepolto anche il fascismo, salvo che per Storace, la ripetizione di questi spiacevoli precedenti non è pensabile. Ma in là , molto in là , troppo in là si potrebbe lo stesso arrivare. Tutti coloro che stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di accordi con Berlusconi prima di muoversi o solo aprir bocca ci pensino bene.
da mariopinzauti
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di Mario il 01/1/70
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novembre 22nd, 2007 at 09:50
Silvio il satrapo. Così Giovanni Sartori ha ieri apostrofato il Silvio-inventore-di-partiti (siamo solo a 2, contro le 3 TV…)
Definizione di satrapo (Dizionario Paravia):
1a TS stor., governatore di una delle venti province in cui era diviso l’antico Impero Persiano, investito di vasti poteri amministrativi e militari
1b BU estens., monarca orientale
2 BU fig., persona che occupa un grado elevato nella gerarchia politica, militare, religiosa o sociale
3CO fig., persona superba che ostenta la propria ricchezza e potenza; persona che esercita con arroganza il potere di cui è investita
4 BU fig., persona ricchissima che vive fra gli agi
Al Silvio mancano ancora le prerogative 1a e 1b… ma c’è tempo.
novembre 22nd, 2007 at 18:28
Per uno(Berlusca) che vede comunismo dappertutto mutuare strategie tipicamente da despota è ,come dire:
E’ da lui!!!!!!!
D’altronde non ha mai nascosto la sua ammirazione per un altro investito di cattiveria direttamente dal demonio.
Vi chiedete :chi? Quello a cui il fini moderato? da ,usurpando il termine,dello statista: er duce.
Mi permetto di fare un appunto:
Io ,il berlusca, lo paragonerei più a mussolini che a lenin.
Ricordiamoci che il defunto pseudo-statista ,al pari e prima del puffone ,fondo i fasci dopo l’uscita dal partito socialista per dare alla sua bramosia di onnipotenza un movimento sfociato nel partito fascista, quindi :er duce può reclamare la paternità politica del nano più di quanti nella storia somigliano a quest’ultimo.
Per nostra sfortuna nel mondo vi sono tanti piccolo berlusca che con nomi dei più disparati attraggono con lusinghe il “fessacchiotto” di turno alla perdizione.