Dibattiti

Non son rose: almeno per ora

Se fossero rose vere dovrebbero fiorire. Ma tutto, allo stato dei fatto, induce a pensare che non lo siano. Che siano, invece, rose di carta.
Parliamo delle primarie di Forza Italia svoltesi a Roma con gran rullare di tamburi e gran clamore di commenti entusiastici. La partecipazione -notano gli autori di questi commenti,tra cui Bondi, Cicchitto, Tajani, Alemanno- è stata oceanica: 50 mila persone, che avrebbero potuto essere 50 mila e uno se un presidente di seggio pignolo, probabilmente destinato a finire la sua carriera politica a Sant’Elena, avesse fatto votare Berlusconi che, pur essendo residente a Milano, chiedeva di deporre la sua scheda in un’urna della capitale. Dal risultato romano i commentatori già citati e qualche altro, tra cui Dell’Utri, traggono l’auspicio che l’esperimento si ripeta in altre città per la scelta dei candidati alle cariche pubbliche o di partito a carattere locale. Non c’è però uno, neanche mezzo, che proponga primarie di Forza Italia o della Casa delle libertà nel suo complesso per la scelta del leader nazionale o del candidato a Palazzo Chigi. Semplicemente perchè non sono servite, non servono e non serviranno. Perchè da quando è in politica quel tipo di primarie se le fa ,se le canta e se le balla un uomo solo, un uomo che in tutte le sue mille e una case tiene solo rose di carta.

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giu  07
18
alle 04:54
da mariopinzauti


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