Marciare o non marciare
A giorni alterni Berlusconi si balocca con la tentazione di far marciare su Roma folle sterminate che chiedano, anzi impongano nuove elezioni naturalmente seguite dal suo trionfale ritorno a Palazzo Chigi. A giorni alterni le tentazioni che naturalmente volano verso altezze sempre più stratosferiche (con l’ultima, dell’altro ieri, il Cavaliere ipotizzava una folla oceanica di 5-6 milioni di persone pronte a mettersi in viaggio verso la capitale) sono seguite da titubanze e ripensamenti, le une e gli altri causati, secondo Berlusconi, dai tentennamenti e dalle frenate degli alleati ma forse, secondo notizie forniteci dalla nostra intelligence, anche da un paio di considerazioni, esattamente le seguenti: a differenza di quanto avveniva un po’ di tempo fa al Quirinale non c’è più Vittorio Emanuele III e il capo del governo, detto ai giorni nostri Presidente del Consiglio, non è più Facta.
da mariopinzauti
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