Dibattiti

Il teatrino

Si parla tanto in questi giorni di costi della politica. Si parla poco di quanto costa al paese un politico d’accatto. Si parla dell’arroganza di D’Alema che non ha fatto viaggiare un giornalista con l’aereo del Ministro. Non si dice che in tutto il mondo funziona nello stesso modo. No, mi spiego meglio. In tutto il mondo si chiede di viaggiare nell’aereo del ministro, pagando un biglietto, per avere l’occasione di parlare con lui e con lo staff. Da noi si viaggia a sbafo e non solo con i ministri ma anche con l’opposizione. Tutto questo appartiene a quel circo politico/mediatico che non ha nulla da invidiare alla F1. Se Bertinotti va in Libano e si porta appresso 30 giornalisti, nessuno si pone il problema del ridicolo. Poi saremo inondati da una copertura giornalistica degna dello tsunami.
Si parla del distacco tra elettorato e politici ma la si trasforma in burletta dicendo che un politico non sa neanche quanto costa un litro di latte. Neanche io, e allora? Forse sarebbe meglio domandarsi quanto quella persona ha di preparazione a quel lavoro. Forse ci dovremmo domandare se si può diventare sottosegretari o ministri senza aver mai amministrato prima la cosa pubblica anche in una minuscola frazione. In Francia, ad esempio, non si diventa ministri se prima non si è amministrato in un comune o in provincia. Insomma non basta il casting berlusconiano per andare in parlamento.

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giu  07
22
alle 01:55
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Ugo il 01/1/70

Si ma aver gestito i problemi di un piccolo comune o anche di una città ma anche di una regione ...


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3 Commenti to “Il teatrino”

  1. Ugo dice:

    Non condivido questo post, significa che se vuoi diventare ministro devi fare tutta la carriera pensando a quello invece sono convinto che esperienze diverse possano aiutare a governare meglio il paese.
    Spesso un aspetto che non mi fa apprezzare i politici di sinistra è proprio il loro essere nati politici di professione, faticano a capire chi lavora.

  2. Anonimo dice:

    Non concordo. Se non si ha esperienza di gestione e di amministrazione, di compatibilità economiche e di bisogni si cammina sulle nuvole e si fanno proposte utopiche o libresche. L’obbligo, in Francia produce e ha prodotto fior di politici da Mitterand a Sarkozy. Tutti sono stati sindaci o consiglieri o assessori. Che male c’è. Trovo molto più triste Fini o D’Alema Ministri degli Esteri senza capire un’acca di politica estera che producono i Salvo Sottile o le meschine ritorsioni su un giornalista della Stampa.

  3. Ugo dice:

    Si ma aver gestito i problemi di un piccolo comune o anche di una città ma anche di una regione non garantisce di avere un buon ministro comunque.
    Inoltre credo che il male peggiore della pubblica amministrazione sia quello di non saper valutare il rapporto qualità-prezzo delle iniziative questo perchè non hanno esperienza in enti produttivi dove ad una spesa deve corrispondere un ricavo, che nella p.a. dovrebbe essere se non un ricavo un miglior servizio per i cittadini.
    Un esempio pratico il portale turismo ITALIA …..?

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