I sani immaginari
Renato Papa, procuratore capo a Catania, il magistrato che coordina le indagini sull’uccisione di Raciti, dice che è stato un errore sospendere i campionati perchè significa darla vinta alla violenza e diventarne ostaggio. Io dico che se passa l’ipotesi di giocare il resto del campionato a porte chiuse si fa un danno peggiore.
1°) verranno penalizzati i molti tifosi e appassionati che amano il gioco e la loro squadra
2°)le partite saranno seguite solo in tv o sui computer(tanto siamo l’unico paese al mondo con tutti questi sistemi di fruizione del calcio) e aumenteranno solo gli abbonamenti a sky o l’acquisto delle tessere prepagate.
3°) certamente non fartemo un passo avanti per debellare il fenomeno
4°)le società coninueranno ad investire nei calciatori e non nella sicurezza
5°) i comuni o gli enti pèroprietari degli stadi potranno continuare indisturbati a non appliccare quelle misure di sicurezza rese obbligatorie dal decreto Pisano e, fino ad ora, totalmente inapplicate.
Allora si tratta di decidere se si vuole salvarea tutti i costi il baraccone o fare veramente qualche cosa. Se l’Inghilterra c’è riuscita basterebbe copiarla senza stare a fare tuute queste riunioni, discussioni, trasmissioni, tavole rotonde. Che non sono, come si vuol far credere, espressione di democrazia ma solo voglia di non decidere, di tirarla per le lunghr ed infine, sport nazionale, insabbiare. Fino al prossimo morto.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Dopo appena 36 ore di (finto) dolore i padro...
Visualizza / Lascia un commento






febbraio 5th, 2007 at 00:53
Visto che non è la prima volta che ci scappa il morto, visto che siamo di fronte all’ennesima scena di violenza in ambito sportivo(nonostante lo sport c’entri nella stessa misura in cui vi abbia a che fare Topo Gigio), visto che ancora una volta si fanno paragoni con la situazione in Inghilterra, mi chiedo: come mai, fino ad ora, se l’Inghilterra è l’esempio da seguire, non ci si è attivati per trasformare la teoria in pratica? E’ solo questione di parole parole parole? O di mentalità diversa? O di interessi in gioco più importanti di qualunque altra cosa?
Ricordo che spesso il tifo è politicizzato e le società sportive sono a conoscenza dei gruppi organizzati dei sostenitori, anche quelli più scalmanati. Non sono mai state tanto incisive le società sportive in questo senso. Questione di interessi, obviously.
Ciao Luca
febbraio 5th, 2007 at 09:21
Tutte quelle che hai detto, Francesca. Ma non basta.
Dopo appena 36 ore di (finto) dolore i padroni del calcio già fremono per ripartire. Lo spettacolo deve proseguire, il paese non può fane a meno, le entrate dello stato soffrono ( e le loro andrebbero peggio) e le tv perderebbero ascolti. Insomma tutto il solito armamentario di luoghi comuni per impedire che cambi qualche cosa. Con il corredo di stampa e tv amiche che fanno da megafono, insinuani, sollevano dubbi o dichiaratamente provocano. Oppure continuano a menare il can per l’aia come Tutte le trasmissioni sportive che continuano a parlare del “controllo degli ultrà .