Dibattiti

Otto per mille

In questo blog, spesso, più spesso di quanto avrei voluto, abbiamo affrontato il tema cattolico/laico. Cercando di tenere come stella polare che lo stato è laico mentre le persone sono libere di osservare il loro credo. Negli ultimi tempi la politica si è affrontata nel solito, falso problema: la Chiesa ha il diritto di indicare alla politica le scelte da fare? Ovviamente no. Ma, a questa banale risposta si è alzato il coro dei difensori della Fede per riaffermare il diritto della Chiesa a dire la sua, in qualunque momento, su qualunque cosa, da qualunque pulpito. A questo proposito, è sfuggito a molti, Papa Ratzinger dal Brasile ha indicato ai Vescovi latino-americani la retta via: non fare politica.
Ma quì a casa nostra la situazione deve essere differente se, giorno dopo giorno, si susseguono le affermazioni, gli anatemi, vorrei arrivare a dire quasi le minacce su quei politici che si fossero messi in testa che l’Italia è laica.
Ebbene, io ho una mia piccola proposta per segnalare al Vaticano che queste “ingerenze” non sono gradite. Semplicemente spostare la firma dell’8x mille dalla Chiesa Cattolica a quella Valdese. Sarebbe un segnale inequivocabile che la Chiesa che amiamo è quella che si occupa del nostro spirito e non delle leggi della Repubblica. Eppoi, ricordate sempre che per essere ascoltati bisogna toccarli negli affetti più cari: i portafogli.

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mag  07
18
alle 11:42
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di il 01/1/70

troppo cinico e anche un pò sprovveduto. scusa, non volevo essere offensivo. Ma in un regime lib...


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2 Commenti to “Otto per mille”

  1. Marco dice:

    Più che giusto.
    L’8 per mille alla chiesa non riesco a capirlo.
    Personalmente non capisco nemmeno devolverlo ad un’istituzione religiosa di qualunque genere.
    Dovrebbe semplicemente funzionare bene l’offerta allo Stato.
    Illuso?

  2. Anonimo dice:

    troppo cinico e anche un pò sprovveduto. scusa, non volevo essere offensivo. Ma in un regime libero tutti hanno diritto a chiedere poi uno decide a chi dare. Con la testa, con i fatti e non con l’emozione o con altre forme di pressione.

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