Come nei tempi andati
Mi auguro che il caso che sto per segnalare sia raro, meglio ancora unico: ma ho forti dubbi che così sia. Temo anzi che le imitazioni non manchino. Dunque nella città in cui vivo, Latina, da alcuni anni, ogni volta che è in corso una campagna elettorale, il forestiero in visita e anche il residente distratto ha l’impressione che il tempo sia fermo all’epoca in cui qui, come altrove in Italia, di partiti ce n’era uno solo. I pannelli pubblici che vengono messi a disposizione delle varie forze politiche impegnate nella competizione mostrano infatti un solo simbolo e, nel caso specifico di questa consultazione, un solo volto, quello del candidato sindaco, persona che tra l’altro vanta, nel suo pedigree, un’esperienza di picchiatore fascista. Il forestiero in visita o il residente distratto, di fronte a questa unanimità propagandistica, se sono curiosi o dubbiosi (qualche volta capita) si chiedono se gli avversari si astengono dall’affiggere manifesti perchè non hanno soldi , o per non disturbare il manovratore, o perchè i loro manifesti vengono sistematicamente coperti dagli attacchini del numero uno. Questi dubbi e curiosità , siano di pochi o di tanti, potrebbero, anzi dovrebbero trovare qualche persona di buon cuore del Comune o della Prefettura disposta a chiarirli. Ma a tutt’oggi non è avvenuto. E così si corre verso il 27 maggio con una campagna monocolore e monocorde appena disturbata da poche decine di manifesti di altre liste tenuti fuori però dai pannelli regolamentari e posti in stato di parziale clandestinità sulla facciata di qualche casa o sui tronchi di alcuni alberi. Naturalmente il 28 maggio, il giorno dei risultato, pochi si stupiranno apprendendo che la destra, qui, ancora una volta, ha ottenuto il settanta per cento dei voti. Qualcuno semmai osserverà che c’erano tutte le condizioni perchè andasse anche peggio.
da mariopinzauti
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