Lucciole per lanterne
Nel suo saluto per l’anno nuovo il direttore del Tg1, Gianni Riotta, ha detto che gli editori del suo giornale sono i telespettatori, cioè noi, voi, tutti coloro che s’abbeverano all’informazione del servizio pubblico e anche la sostengono, pagando il canone. La notizia, che smentisce sdegnosamente la lunga e antica catena d’insinuazioni sui legami tra l’informazione della Rai e il potere politico, sia di maggioranza che di opposizione, ci riempirebbe di soddisfazione e di orgoglio se non venisse contraddetta da fatti e fatterelli su cui non si può chiudere gli occhi. Ad ed esempio: come può avvenire che in notiziari televisivi di cui è proprietario e garante il pubblico ogni giorno che Dio manda in terra, e per tre o quattro volte al dì, debba comparire l’espressione oltretutto vagamente iettatoria di Gianfranco Rotondi, leader di uno schieramento politico che è grasso che cola se ha dietro di se lo 0,8 per cento (cifra approssimativa per eccesso), anche se gode della simpatia e dell’affetto non disinteressati di Berlusconi? Le risposte possono essere solo due. O i presunti editori del Tg 1 e degli altri notiziari televisivi in questi giorni di festa oltre al prosecco si sono bevuti anche il cervello. Oppure qualcuno, una volta di più, cerca di venderci lucciole per lanterne e oltretutto in una stagione in cui anche i simpatici insetti luminosi è possibile vederli soltanto con l’immaginazione.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di luca il 01/1/70
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gennaio 1st, 2008 at 12:19
Siamo il paese più anarchico che si possa immaginare e purtroppo anche quello a cui pochi è concessa per diritto ignoto l’amministrazione della vita pubblica.Una contraddizione che dovrebbe farci riflettere se ci fosse uno spirito critico degno di una società normale. Di normale c’è solo l’ imperante anormalità oramai istituzionalizzata e quindi ” la norma-lità ”.
Tutto ,per non smentirci e non farsi mancare niente, condito con una buona dose di vigliaccheria che ci contaddistinque tutti, nessuno escluso.
Buon 2008, l’ennesimo da catalogare e cestinare come infruttuoso: cosa volete che cambi? siamo o non siamo la terra del gattopardismo.
gennaio 1st, 2008 at 12:28
contraddistingue.chiedo venia!
La rabbia o l’adirazione (per essere spocchiosetti)nel vedere un futuro d’incognite per i miei ragazzi mi fa salire il sangue alla testa.
gennaio 1st, 2008 at 18:23
Gli auguri sono ampiamente ricambiati ma io continuo a sperare e “baccagliare” ( litigare) affinchè qualche cosa possa cambiare. Buon anno a tutti voi.