Il caso Latina
“Fini: un personaggio fantozziano”. Chissà quanti, tra coloro che ci leggono, sono in grado di almeno immaginare la fonte di questo poco lusinghiero giudizio sul Presidente di An. Forse uno su cento. Infatti la sprezzante definizione non viene da una fonte della sinistra estrema o estremissima, tipo”Liberazione”, tipo”Il manifesto”, tipo i fogli e i foglietti del partito di Diliberto o dei disobbedienti. Viene da’”Latina oggi”, un quotidiano che fa parte di una catena di giornali locali di cui è proprietario o ispiratore Ciarrapico, il faccendiere che ha il suo principale punto di riferimento politico nel Duce (la maiuscola è sua). Si aggiunga che Latina è una roccaforte del centrodestra-tanto che qualcuno la chiama “la città nera”- e si vedrà che le poco lusinghiere parole dedicate a Fini dal quotidiano locale possono sembrare sorprendenti. Ma lo sono un po’meno se si guarda con attenzione al quadro politico cittadino. Nel corso di un’intervista, sempre a “Latina oggi”, l’eurodeputato Stefano Zappalà ha definito la situazione locale del centrodestra “una tragedia”. E sull’attuale sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, esponente di spicco di An, ha aggiunto che tra la gente “non c’è grande soddisfazione” per il modo con cui ha amministrato la città . Chiaro, dunque. Nel capoluogo pontino, proprio mentre si preparano le elezioni amministrative, è in atto una guerra civile nel centrodestra: per fatti personali e perchè l’amministrazione comunale esibisce un bilancio disastroso. Di qui la stilettata di”Latina oggi” allo sponsor di Zaccheo, Fini. Di qui l’intervista di Zappalà . Di qui anche la prospettiva di una sconfitta elettorale della Cdl(che qui era arrivata al 70 per cento dei voti!), sconfitta resa più probabile dall’entrata in campo, come antiZaccheo, di un candidato dell’Unione, Maurizio Mansutti. che ha stravinto nelle primarie del centrosinistra e ha raccolto attenzione e consensi nelle prime uscite prelettorali grazie al suo linguaggio non politichese, alle sue chiare diagnosi dei problemi cittadini e sulle soluzioni da adottare.Dunque l’ipotesi che Latina butti via il titolo di città nera e consegni le sue chiavi al centrosinistra è ora tutt’altro che utopistica. Avverrà anche per altre città italiane ? Speriamolo!
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di pontinolatinense il 01/1/70
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marzo 30th, 2007 at 12:08
Peccato che i sondaggi diano Zaccheo intorno al 62% e Mansutti intorno al 31% !!!
maggio 27th, 2007 at 19:09
carino l’articolo! peccato che si scordi di accennare al fatto che “latina oggi”, ciarrapico o non ciarrapico, sia stato “acquistato” dal presidente Marrazzo all’indomani della sua vittoria con un generossissimo finanziamento totalmente “a perdere”, e da quel giorno sia diventato improvvisamente, da che era filo-amministrazione, sfacciatamente di sinistra e destra-critico: mesi di ininterrotta serie di prime pagine anti-amministrazione, così da un giorno all’altro, talmente esagerate da essere grottesche e ridicole per gli stessi esponenti della sinistra locale! è divenuto lo zimbello giornalistico pontino per eccellenza, tanto che lo stesso candidato Mansutti evita attentamente di citarlo per non cadere sotto le risate generali
La notizia è quindi tutt’altro che notevole in modo positivo: è una notizia su cui calare semplicemente un velo pietoso, anche perchè dagli ultimi sondaggi (domani vedremo com’è andata) sembrerebbe che tali grottesche forme di propaganda si stiano rivelando controproducenti, avendo in sostanza favorito proprio il candidato di centrodestra Zaccheo.
In tutti i casi latina non è una città -nera, questo è un bruttissimo ed ingiusto appellativo che certa sinistra massimalista ha storicamente appioppato: di certo uno zoccolo duro di elettori di destra c’è ed è piu ampio che altrove, ma il fatto che la sinistra qui purtroppo fatichi ancora a raggiungere il 50% è, purtroppo, ancora colpa della sinistra stessa che da un lato a livello romano “snobba” il territorio e lo trascura totalmente in qualsiasi politica (anche solo pensando alla comunicazione), dall’altro a livello locale “inventa” candidati nuovi ogni volta (Mansutti è un democristiano), ogni volta diversi dalla precedente, e ogni volta li fa sparire appena perdono.
E che con certe manovre propagandistiche comandate dall’esterno tende a darsi più la zappa sui piedi che a costruirsi credibilità nell’elettorato.