Dibattiti

Memoria storica

Condivido in pieno quanto detto dal mio co-esercente Mario Pinzauti. E ci mancherebbe, direte voi. Sbagliando. Alle volte infatti, gli spiriti liberi non si condividono, hanno delle posizioni che divergono oppure delle idiosincrasie maturate nel tempo. Non in questo caso.
Ho sentito, venerdì scorso, Enrico Letta enunciare il suo “manifesto” elettorale. Tutto condivisibile, ovviamente, ma tutto spostato sul futuro. Magnifiche osservazioni sui giovani, sul lavoro, sull’impresa. Caro Letta e l’oggi? Noi viviamo oggi, giorno dopo giorno. Non ho sentito mai nominare, nel suo discorso, queste parole: Mafia, Pizzo, Analfabetismo di ritorno, Immigrati Clandestini, Malavita Organizzata, Sud, Legalità, Sindacato, Età Pensionabile. La battaglia di Cofferati a Bologna resta un sussulto isolato di un ex sindacalista? Gentilini a Treviso uno sceriffo da quattro soldi e Dominici a Firenze un precursore? Un’idea per la scuola, oggi, non la vogliamo dire? Su quali basi dovremmo darle un voto, sul domani? Eppure lo sappiamo tutti. Domani è un altro giorno e poì si vedrà.
Grillo sugli scudi, Grillo mediatico, Grillo da bollino blù come la banana. Quello che certifica lui è buono. Gli altri no. Comincia a ricordarmi da vicino, troppo da vicino, quel tal Giannini, padre dell’uomo qualunque. E’ vero che la storia si ripete. Ma perchè noi dobbiamo ripetere sempre la parte più ridicola ?

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set  07
17
alle 03:53
da luca ajroldi


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