L’istrione
Concordo quasi sempre con quello che scrive il mio compagno di cordata Mario Pinzauti. E quando non concordo lo apprezzo comunque per l’acume e l’originale punto di vista. Questa volta, e me ne scuso, proprio no. Scambiare il no al ticket Pannella Bonino, o quello a Di Pietro, come una mancanza di democrazia significa essere caduti nella trappola che il grande istrione innamorato del palcoscenico ha teso al paese. Pannella, che da tempo soffre di bulimia mediatica, ha tentato di prendere la scena, di intorbidare le acque con il suo brillante gioco di prestigio. Perchè solo di questo si tratta. Un modo per apparire, per far parlare di se. Non si può essere radicali, co-rifondatori della Rosa nel Pugno con i Socialisti e aspirare a essere il segretario del Pd, a meno di considerare il Partito Democratico non come una forza politica ma come un giocattolo da “usare”. Mi dispiace. Con tutto il rispetto che ho per l’uomo delle cento battaglie civili che hanno contribuito a far crescere il paese, questo non lo apprezzo. Così come trovo una caduta di stile quella di Di Pietro e le dichiarazioni annesse( chi non mi vuole non mi merita). Cos’è l’Italia dei Valori non lo soddisfa più? Vuol fare il Segretario di una formazione più grande senza farvi confluire la sua? Mi sembra che l’attenzione dei media a queste bagatelle puzzi lontano un miglio da chiacchiere sulla spiaggia per far passare la giornata più che dibattito sulla democrazia.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di anonimo italiano il 01/1/70
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agosto 1st, 2007 at 16:16
Concordo “quasi” totalmente, come sicuramente avrai notato sui commenti che ho lasciato al bravo Mario Pinzauti (che probabilmente mi ha scambiato per te
)
La candidatura di Pannella è stata un coup de théâtre del leader radicale. La candidatura di Di Pietro già mi puzza di più, tuttavia, apprendo solo oggi che Di Pietro era disposto a sciogliere l’IDV e farla confluire nel PD.
L’estromissione di Pannella era motivata e, a mio parere, dovuta. Su quella di Di Pietro ho alcune riserve, ma devo ancora finire di leggere i giornali e le agenzie