Viva il Papa!

Li immagino rivoltarsi nelle loro tombe i miei bisnonni e nonni morti, si può dire, indossando la camicia rossa. Mentre li immagino tuttavia li rassicuro. Dico loro : accade oggi ma non accadrà più o accadrà soltanto in casi eccezionalmente eccezionali. Accade oggi ma non accadrà più o quasi più che io applauda a un Papa, per la cronaca Benedetto XVI che una volta tanto l’ha detta giusta, anzi giustissima, quando-nel suo ultimo discorso- ha denunciato l’enorme, incontrollato potere dei media, i quali” mentre da una parte moltiplicano indefinitamente l’informazione dall’altra diminuiscono la nostra sintesi critica”. Cari bisnonnie nonni: io in quelle parole mi ritrovo. Come se l’avessi dette io, che pure dai preti e dalle chiese mi tengo lontano da decenni. Apro i giornali, vedo i telegiornali, sono costretto a sorbirmi quotidiane interviste a di Di Pietro e Mastelli, a consumarmi gli occhi attraverso dichiarazioni e interviste lunghe pagine per capire quali conseguenze avrà per l’Unione il ritiro dai ds (pardon mancato rinnovo della tessera)del professor Rossi. Altre pagine e pagine chiamano la mia attenzione-pur quasi sempre senza riuscire a catturarla-sui prodigiosi successi artistici di un ex ospite di un ormai dimenicato reality. E quando, stanco,anzi esausto, dopo essermi sorbito sessanta-settanta pagine di quotidiano, un’ora e mezzo di tg, mi butto sul letto, prima di chiudere gli occhi per il meritato riposo mi chiedo: che hai capito? Spessissimo rispondo: “niente”, solo raramente: “poco”. E io sono giornalista da oltre cinquant’anni! Figuriamoci che capiscono gran parte dei cittadini che, pure, sulla base delle informazioni che ricevono, giudicano, decidono, una volta ogni cinque anni votano. C’è dunque del marcio nel mondo che per me è stato ed è il mio mondo. Avrebbe dovuto dirlo, denunciarlo l’Ordine dei Giornalisti. L’ha detto e denunciato invece il Papa.
da mariopinzauti
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gennaio 7th, 2007 at 11:51
abbasso il papa dice tante fregnacce
gennaio 7th, 2007 at 19:28
l’argomento è molto interessante,ma non condivido nè le parole del papa nè quelle del blogger.Così solitamente comincia la censura e non sarà che l’inizio.Se non mi interessa una cosa non la considero,ma mai proibirla.E’ l’inizio di una dittatura,forse gli argomenti -in una dittatura- sono diversi, ma la proibizione è la stessa.Perchè dovrei leggere tutti i giornali? o guardare la TV dalla mattina alla sera? Mi piacerebbe saperlo. Così si potranno proibire i libri, perchè leggere tutti quelli che si stampano in un’anno è una cosa massacrante.E così via.Cerchiamo di rimanere nel liberalismo e di non ritornare ai secoli bui delle dittature e dell’inquisizione.
gennaio 7th, 2007 at 22:03
CHE STRANO…che strana questa presa di posizione del papa che si fa voce di una
libertà di critica (e di coscienza?)
Vorrei ricordare a tutti da quale “pulpito viene la predica”: l’attuale papa è stato prefetto della congregazione per la dottrina della fede per più di 20 anni, rieletto 3 volte dal suo illustre predecessore. Per più di 20 anni J. Ratzinger ha appiattito, omologato ed eliminata ogni capacità di critica a tutta la ricerca teologiaca. E quando dico tutta la ricerca teologica intendo tutta: non solo la teologia morale ma anche la dogmatica, l’ecclesiologia, ecc, ecc. che era rinata dal Concilio Vaticano II. Chiunque provava ad obiettare al “verbo” Wojtyla-Ratzinger poteva dire addio a qualsiasi tipo di ricerca intraecclesiale…da che pulpito viene la predica!!!
gennaio 8th, 2007 at 00:40
Adesso anche l’informazione fa male?
Credo che il Papa stia esagerando con
queste dichiarazioni, un paese si
definisce democratico quando i cittadini
possono accedere a tutti i sistemi
d’informazione.
gennaio 8th, 2007 at 08:38
Condivido le tue parole Mario. Basta vedere Studio Aperto per avere le conferme di quanto ha detto il Papa.
gennaio 8th, 2007 at 10:01
Com’è facile prendere fischi per fiaschi!
Il problema non è di limitare la libertà
d’informazione o,peggio,di negarla:ma di
fare un’informazione corretta e onesta,
che fornisca la giusta dimensione
dei fatti e aiuti così il lettore a ca-
pirli.Questa linea di condotta,per una
serie di ragioni,che soltanto in una sede più ampia di questa potrebbero essere appro
fondite,sta purtroppo diventando desueta.
Il Papa ha dunque segnalato quanto è
sotto gli occhi di tutti.Io avrei prefe-
rito che lo avessero fatto l’Ordine dei
Giornalisti e la Federazione della Stampa,
magari cogliendo l’occasione per aprire
un dibattito sulla non facile soluzione.
gennaio 8th, 2007 at 10:33
a mio parere l’informazione corretta difficilmente esiste.Esistono diverse informazioni e sta a chi le legge capire o approfondire o accettare quelle che ritiene più consone ai fatti conosciuti.Come fanno i giudici o molte persone che leggono diversi giornali.Altrimenti parlare di informazioni “corrette” equivale a parlare di censura poichè c’è sempre qualcuno che elimina e/o accetta quindi manipola le informazioni.E questo qualcuno esercita la censura.I fiaschi non c’entrano niente.
gennaio 8th, 2007 at 12:20
Esimio Luigi, i fiaschi esistono, eccome. E lei continua a prenderli ! Non esistono diverse informazioni, esiste un fatto e diverse letture che di quel fatto pèossono essere date. E questo dovrebbe avvenire. Le persone accorte leggono diverse interpretazioni dello stesso fatto e cercano, ripeto cercano di farsi un’idea. Perchè anche questa è una operazione difficile. Farsi un’idea sifnifica avere le conoscenze e la preparazione culturale per poter distinguere tra l’informazione e la speculazione, tra i fatti e le invenzioni, tra la storia e la fanta-storia. E non tutti sono in grado, hanno gli strumenti culturali per poter distinguere. Ecco perchè il lavoro dei giornalisti è importante. Se ben fatto e con correttezza. Altrimenti si rischia solo una gran confusione. La dove si scambia un rinnovo contrattuale con una battaglia per la libertà di stampa, si scambia un avvertimento papale con una censura.
gennaio 8th, 2007 at 19:54
Sig. Ayroldi,
Per me in democrazia- già la parola è chiaramente in antitesi con le parole del papa,che non consentono dialettica alcuna- deve essere l’espressione più evidente della libertà di pensiero, di parola e di tutto quello che non è vietato dai codici italiani. All’interno di questo ambito tutto è possibile fare o dire. Mi dispiace ripetere ciò che ho già scritto, ma lei parla di fiaschi che avrei detto, senza citarne neanche uno,ma ha soltanto contraddetto il mio pensiero che non collima con quello del vaticano per ovvi motivi ideologici,di pensiero e più di tutti di Libertà. Parlando dei media il papa ha detto che “indeboliscono le nostre capacità di sintesi critica”. Invece a mio parere le aumentano in quanto più idee, più opinioni,più giornali e più scritti consentono un maggiore approfondimento analitico. Se leggiamo un solo dato difficilmente possiamo valutare tutte le sfaccettature che ruotano intorno a questo, cadendo nelle verità ecclesiali che debbono essere accettate senza critica. Ritornare indietro, come “qualcuno” pensa e forse auspica, non è un fiasco, ma una cosa orrenda. Lei sa bene che in politica esistono infinite opinioni o verità sullo stesso argomento a seconda dell’appartenenza politica e questa è democrazia anche se le diverse espressioni a volte fanno ridere.Come si verifica in altri stati, non confessionali, dove esiste dialettica ampissima, senza che qualcuno si intrometta per fare credere che solo la sua è la verità. Anche il papa può dire ciò che gli consente il concordato, ma “rivedere” i fatti o abolire i media e quindi il dialogo,non mi sta bene. Parlare liberamente è democratico. Una sola verità è comunque sbagliata. I media servono a questo:ad ampliare le conoscenze ed il pensiero.
gennaio 9th, 2007 at 08:37
Accetto con piacere e sicuramente condivido la sua risposta. Ma ancora mi soffermo sul valore delle parole del papa. Non in quanto capo della Chuiesa, (posizione che non mi interessa nè politicamente nè ideologicamente) ma come persona informata dei fatti. Non credo che con le sue parole volesse limitare la stampa ma solo mettere in guardia il lettore da eccessi e strumentalizzazioni che non appartengono più alla categoria dell’informazione ma a quella della barttaglia politica. Credo di parlare con cognizione di causa. Faccio il giornalista da 40 anni e ho visto mutare la macchina dell’informazione da strumento per far conoscere i fatti al suo diventare megafono o, peggio, pamphlet di posizioni politiche spacciate per revisionismo o per informazione. Per quanto attiene alla politica non credo che esistano molte verità, credo che ci siano molte e diverse soluzioni ai problemi posti dai cittadini. Perchè la politica, a mio modo di vedere, a questo deve servire : dare soluzioni. Tutto il resto è rispettabile speculazione filosofica o letteraria. Sarà nella scelta delle soluzionio che si decide a quale campo si appartiene. Altrimenti si corre il rischio di cadere nell’ideologia, che ha già fatto troppi danni. Sul parlare liberamente concordo in pieno. Anche per questo penso che persino il papa debba avere il diritto di farlo. Infine la sua ultima affermazione sull’uso dei media.Nobilissima affermazione ma, credo, troppo onerosa. I media servono ad informare, a far conoscere, al formarsi di un’opinione. Ad ampliare conoscenze e pensiero occorre lo studio, quello vero, le buone letture e, soprattutto, i buoni maestri. La ringrazio per avermi dato la possibilità di esprimere compiutamente (o quasi) il mio pensiero.
gennaio 10th, 2007 at 17:13
Mi consenta una chiosa al suo condivisibile pensiero. Un dubbio mi resta. E’ corretto dire che bisogna leggere libri seri o ascoltare personaggi autorevoli. Ma lei crede che esistano veramente persone e/o libri che in qualche modo non siano di parte,sia pure in modo superficiale o allusivo o altro?Vediamo in TV tutti i giorni o alcune volte la settimana giornalisti di parte che ci vogliono fare credere quello che loro o qualcuno altro vuole propinarci.
febbraio 11th, 2007 at 10:06
la chiesa ci ha mentito