Una prova di dialogo?

Marco Pannella dice che se smette il suo sciopero della fame la soluzione potrebbe arrivare ma..nel 2023.
Speriamo che non sia vero,speriamo che una moratoria universale della condanna a morte approvata con un voto dell’Assemblea delle Nazioni Unite possa arrivare molto prima e che presto,in ogni caso, Pannella disponga d’incoraggianti elementi che gli consentano di sospendere la sua protesta,sempre più pericolosa per la sua salute.Fa in ogni caso piacere,anzi una volta tanto ci fa scoprire e godere il piacere di essere italiani, apprendere dal comunicato di Palazzo Chigi che sarà il nostro paese,attraverso il governo Prodi,a porre all’attenzione e al giudizio dell’ONU l’esigenza di una moratoria universale della pena di morte.
Nessuno s’illude che la richiesta italiana al Consiglio di Sicurezza e la successiva discussione,speriamo in tempi brevi,all’Assemblea Generale dell’ONU ,porti alla soluzione del problema.La pena di morte è ancora considerata strumento di giustizia e come tale applicata in molti paesi,tra cui la Cina e gli Stati Uniti.Altri paesi resistono al progetto di moratoria per ragioni politiche ,come avviene per la Gran Bretagna,che vorrebbe evitare il rischio di polemiche antiamericane.Tutto questo fa prevedere un percorso in cui ostacoli e trabocchetti saranno numerosi e continui ma non costituisce una ragione valida per rinunciare a ogni tentativo di soluzione.E’esattamente il contrario.Un dibattito internazionale ,e nella sede più autorevole,l’ONU,non potrà che mettere di difficoltà i difensori della pena di morte .E potrà forse convincerli a qualche concessione,sia pure solo per ragioni di immagine internazionale.Bene fa dunque l’Italia a prendere l’iniziativa.E bene faranno
tutte le parti politiche del nostro paese a sostenerla,realizzando così una prima prova di quel dialogo bipartisan che il Capo dello Stato ha auspicato nel suo messaggio di Capodanno.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Francesco Taddeo il 01/1/70
Se poi vuole dei chiarimenti piÃ...
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gennaio 4th, 2007 at 17:27
Non conosco il suo caso,quindi tanto
meno sono in grado di avanzare ipotesi
sui motivi del silenzio dei cosiddetti
“imbrattacarte”,categoria che,come tante
altre, ha nel suo seno persone con pochi scrupoli ,anche ignoranti e incapaci ma
pure,e in numero apprezzabile,uomini e
donne onesti,preparati,impegnati a
fornire al pubblico un’informazione
il più possibile completa e obiettiva.
Fare di tutta l’erba un fascio,in questo
come in molti altri casi,è dunque non
solo ingeneroso ma anche sbagliato.Quanto
a Pannella le risponderò,tra poco,con
il mio prossimo post.
uomini e donne che considerano il loro
gennaio 3rd, 2007 at 14:22
Pannella è un normale essere umano che vede il pelo nell’occhio degli altri e non vede il trave nel suo.
Ho fatto cinque giorni veramente senza toccare nè acqua ne cibi e quella nutrita banda di imbrattacarte da quattro soldi servi di questo Regime nemmeno una parola e il problema era la violazione dei diritti umani dello Stato “civile” italiano nei confronti dei suoi membri mentre per Pannella fiumi d’inchiostro.Congratulazioni!
settembre 7th, 2008 at 13:44
Digiti su un motore di ricerca Francesco Taddeo danni da vaccino
Se poi vuole dei chiarimenti più approfonditi sono a sua completa disposizione
mio info 328 37 16 392 mi chiama e poi La richiamo io per non farLe spendere soldi