L’ingiusta giustizia
Sui giornali non c’era una sola riga,eppure, per tutta la giornata di sabato 28 aprile, quella notizia, la notizia ignorata da tutti i mezzi di comunicazione non ha lasciato la mia attenzione. Semplicemente perchè a ricordarmela continuamente intervenivano altre notizie, queste riferite con ricchezza di particolari. Erano le notizie sulle sentenze dei processi per il delitto di Cogne e per la compravendita della SME. Per me funzionavano come le famose ciliege. L’una , quella delle sentenze, tirava l’altra. E l’altra, quella che era ignorata dai giornali e che tuttavia per me era importante, importantissima riguardava il sovraffollamento delle carceri italiane. Vi chiederete dov’era il nesso. Ve lo spieghiamo. Apprendendo che Anna Maria Franzoni, anche in appello riconosciuta colpevole dell’assassinio del proprio bambino, non sarebbe andata in prigione perchè, secondo il pubblico ministero, niente induce a sospettare che si darà alla fuga prima della sentenza della Cassazione, io non potevo non chiedermi: ma se perfino un omicida viene lasciato in libertà , come tante altre volte è accaduto, com’è possibile che , nonostante il recente indulto, le carceri restino stracolme?E non potevo non rivolgermi la stessa domanda di fronte all’esito del processo Sme, dove per un gravissimo episodio di corruzione non solo non si punisce, sia pure con una motivazione ineccepibile, la mancanza di prove, l’unica persona -Berlusconi- che , fuori di ogni dubbio, ha tratto vantaggi dalla disonesta operazione ma si trasforma in burletta la sentenza contro Cesare Previti, che , per la corruzione, è riconosciuto colpevole e condannato a cinque anni ma rimane in libertà e addirittura resta deputato. Non sembra dunque anche a voi che io avessi qualche ragione per tormentarmi per quella notizia non pubblicata e a chiedermi se talvolta, anzi spesso, la giustizia italiana chiaramente, anzi sfacciatamente sia ingiusta?
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Daniele Davì il 01/1/70
L'uomo produce continuamente ignustizia e ciò che è giusto...
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aprile 30th, 2007 at 17:30
Dopo la sentenza di Cogne e conseguente non carcerazione della Franzoni (tanto non scappa! roba da chiodi…)mi è venuta spontanea una barzellettina: immagino il figlioletto più piccolo che dice alla mamma: “Mamma, ma adesso che ti hanno condannata andrai in carcere?” E lei: “No, tesoro, non preoccuparti: ci pensa zio Romano, vedrai!”
per quei pochi che non lo sanno ancora (così capiscono la barzelletta) la moglie del beneamato Prodi fa cognome Franzoni.
Saluti
maggio 4th, 2007 at 10:55
La giustizia non è di questo mondo.
L’uomo produce continuamente ignustizia e ciò che è giusto per alcuni non lo è per altri.
Ma la legalità è di questo mondo ed in uno stato di diritto dovrebbe essere applicata.
Ma l’Italia non è uno stato di diritto.
E’ uno stato di amicizie e pressappocchismi in cui si piange a posteriori chi scappa ad hammamet (anche se nulla avrebbe lasciato pensare ciò) o chi è recidivo (anche se nulla poteva far pensare che una assassina possa fare la cosa più normale: essere pericolosa per gli altri).