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Alitalia: i venditori di patacche

Voi penserete che io sia fissato con l’Alitalia. E avreste ragione. Per più di 20 anni è stato, quasi sempre, il vettore aereo che ci riportava “a casa” dopo i servizi all’estero, che si svolgevano prevalentemente in zone di guerra o in luoghi colpiti da alluvioni e carestie. Era il primo pezzetto italiano. La simpatia e la disponibilità degli equipaggi sono rimasti nel nostro cuore. Non è plurale maiestatis, parlo a nome di tutte le troupe con cui ho lavorato.
Allora ecco perchè torno sull’argomento. Abbiamo 15/16 imprenditori(?) che costituiscono una nuova società di trasporto aereo. E sottolineo nuova. Quella vecchia, carica di oneri e di debiti resta all’erario. La nuova parte acquistando a prezzi d’affezione rotte, scali, aerei e quanto gli può servire per operare. Ma agli imprenditori non basta. Così accorpano l’indebitatissima AirOne nel pacchetto. Lasciano i debiti allo stato italiano e si prendono le rotte così da non avere concorrenti in Italia. Ma non basta. Mandano in cassa integrazione, in prepensionamento quello che giudicano personale in eccesso, tra le 5.000 e le 7.000 persone. E ancora. Non si caricano della manutenzione o di altro.
Ma non sono soddisfatti. Vogliono di più. Disdicono il contratto nazionale e ne vogliono uno nuovo basato sulle ore lavorate. Una sorta di cottimo. Perchè ? Che razza di imprenditori sono? Dov’è il rischio o la concorrenza con le altre compagnie internazionali? Chi ha ancora il coraggio di usare termini come ” compagnia di bandiera”, “salvataggio”, “libero mercato”, “concorrenza” “impresa e imprenditori” ? Signori miei, questa è una truffa in stile primissima repubblica, fatto con un cinismo ributtante a cui la gran parte dei media italiani hanno dato credito.

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set  08
11
alle 01:57
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Beatrice il 01/1/70

Se le cose stanno così, non capisco perchè i sindacati non abbiano accettato la proposta di Air...


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6 Commenti to “Alitalia: i venditori di patacche”

  1. daland dice:

    Gli imprenditori fanno il loro – sporco, lucroso, ma legittimo, fino a prova contraria – mestiere.

    Chi ha non solo permesso, ma cinicamente ORGANIZZATO questa pagliacciata – che offende persino la prima Repubblica, l’IRI, l’EFIM e la Cassa del Mezzogiorno – è l’attuale maggioranza (Berlusconi in testa) con l’appoggio sconsiderato e interessato dei vertici sindacali più stolti e ladri che la storia ricordi.

  2. Mik dice:

    Condivido pienamente tutto! Penso allo stesso tempo che pochissimi sono i giornalisti che si espongono e dicono tutta la verità sul caso Alitalia! Parli con tutti i suoi colleghi di questo e li inciti a scrivere anche sul Web affinchè tutti si rendano conto dei danni che questa classe imprenditoriale / dirigente di appresta a riproporre. Certe cose pensavamo appartenessero al passato invece ci risiamo…. Saluti e Buon Lavoro.

  3. mario pinzauti dice:

    in altri tempi,in altri luoghi per una vicenda di questo genere si sarebbe preso d’assalto il Palazzo d’Inverno.Ai giorni nostri,con quello che ci passa il convento in fatto di forze pronte non diciamo a combattere ma almeno a sussurrare il loro sdegno diciamo in tanti che è una vergogna senza limiti che copre di fango indelebile Berlusconi:e non soltanto lui

  4. daland dice:

    Fulminante il commento di Mario Deaglio, stamattina su LaStampa:

    - Il Sindacato deve fare il mea-culpa: oggi deve “mangiare questa minestra per non saltare dalla finestra” perchè ha stoltamente rifiutato altre (meno indigeste) minestre (AirFrance).

    - La politica (soprattutto quella parte che ha voluto questo epilogo) non ha alcun diritto di fare del trionfalismo e di presentarsi come salvatrice della patria.

    - Questa vicenda sancisce comunque un “declassamento” del Paese Italia, e sarà bene che tutti – per il bene di tutti – ne traggano una salutare lezione.

  5. daland dice:

    Sul Sole24Ore di stamani compare la prima parte di una lettera di Tremonti: apparentemente il contenuto è quello della sua recentissima audizione alle Commissioni del Parlamento.

    Il capolavoro di faccia tosta e di ipocrisia – ma bisognerebbe chiamarla col suo nome più appropriato: scelleratezza – sta in questa semplice e lapidaria frase (a proposito del fallimento della trattativa con AirFrance-KLM):

    “Non ci interessa l’analisi storica delle cause del perché di questi fallimenti.”

    Ah davvero, non interessa?

    A LUI no, perchè lui è stato (imbeccato dal suo capo, e manovrando la marionetta Bonanni) la CAUSA principale di quel fallimento.

    Ma a NOI sì che deve interessare! Perchè vogliamo sapere chi dobbiamo ringraziare per questa bufala che ci viene rifilata!

  6. Beatrice dice:

    Se le cose stanno così, non capisco perchè i sindacati non abbiano accettato la proposta di Air France.
    Mi pare che in gran parte la colpa sia di alcuni tra questi che sembrano rincorrere soluzioni inarrivabili a scapito di tutti i lavoratori.
    Forse hanno assunto troppo potere e forse pensano più ai loro interessi che a quelli dei lavoratori.
    Mi sembrano peggio di qualunque Governo!

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