L’odissea di Alitalia
Dopo le promesse elettorali, dopo lo show fatto sulle “irricevibili proposte di Air France” Berlusconi tace. prende la parola il Ministro Scajola che avverte:”"Non stiamo parlando di un’azienda che va bene, parliamo di una azienda che è sull’orlo del fallimento; il piano industriale che sarà presentato – dice Scajola – chiederà sacrifici a chi desidera investire e al Paese nel suo complesso con alcuni tagli”.
Sembra, da voci autorevoli, che i tagli saranno di 6.000 dipendenti ( contro i 2.200 di Air France). Sembra che la presunta cordata non si riesca a reperire. Sembra certo che le alleanze internazionali allo stato dei fatti siano impossibili. Sembra altrettanto certo che tutte le grandi compagnie aeree siano in attesa del fallimento di Alitalia ( o di un suo pesante ridimensionamento) per spartirsene le spoglie.
Allora c’è ancora qualche gonzo in questo paese che continua a credere Berlusconi un grande imprenditore invece di considerarlo solo per quello che è: un modesto impresario televisivo.
Saltando di palo in frasca ma a conferma della precedente affermazione. Berlusconi per convincere i napoletani ad accettare discariche ed inceneritori, vuole lanciare una grande campagna pubblicitaria. Idea innovativa e soprattutto formativa per le nuove generazioni. Complimenti vivissimi a lui e ai suoi consigliori.
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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luglio 2nd, 2008 at 14:22
Alitalia verrà dimezzata, per far posto ad una compagnia sub-regionale. Tanto miserevole, che neppure il nanetto Toto ci vuol mischiare la sua compagnia, ma solo affittargli qualche asset.
Che Alitalia (meglio: le 10.000 famiglie che ci campano) sia stata usata come oggetto propagandistico elettorale è ora chiaro anche ai ciechi.
Pagheremo noi, Pantalone. E per poter spostarci in aereo dovremo sempre più arricchire i furbi britannici di easyJet e gli irlandesi di Ryanair.
luglio 2nd, 2008 at 19:03
Come molte cose italiane, siamo in grado di mettere in piedi grandi asset malati di nanismo o, peggio di sclerosi multipla. Vedi Pirelli, Enichem, Alitalia. Sopravvive Eni grazie al petrolio, ma per quanto ? Quando arriverà Gazprom a farne un boccone?