Dibattiti

Alitalia:la sconfitta del paese

Non provo neanche un filo di soddisfazione intellettuale. Non mi viene neanche da dire che lo avevo detto e scritto con tutti i toni. Ma quello che temevo si è avverato. Jean Cyril Spinetta a nome di Air France KLM ha ritirato l’offerta e ha lasciato l’Alitalia davanti al commissariamento e ai libri in tribunale. La Compagnia di Bandiera che, per insipienza manageriale, ottusità sindacale e pervasività della politica, ha bruciato 15 miliardi di euro in 15 anni. Ovvero 270 euro a testa dei cittadini italiani, sin dal momento della nascita.
Sappiamo benissimo a chi dobbiamo dire grazie. A un candidato Premier che con il cinismo e l’insipienza politica che gli sono proprie ha giocato con 18 mila persone e un patrimonio del paese come fosse la vertenza dei taxi durante la campagna elettorale. Cordate finte, familiari in campo poi ritirati, banche ed enti che hanno prontamente smentito ogni coinvolgimento. Eppure tutto questo non è servito a diminuirne la credibilità. E poi la triplice con tutte le sigle autonome e selvagge, cobas e quant’altro che hanno giocato con la pelle delle persone all’unico gioco che conoscono, la trattativa con la politica di strapaese. Senza capire che questa volta il livello era l’Europa, la globalizzazione, le regole di un mercato che fuori dai nostri confini ancora esiste. I piloti che con il loro portavoce hanno detto che era meglio fallire. Ora saranno accontentati. Infine il Governo che, sicuramente non ha gestito al meglio la privatizzazione dopo i 5 anni di governo della Casa delle Libertà che aveva avvicendato una serie di improbabili Presidenti e Amministratori Delegati. Dunque, la partita Alitalia è una sconfitta per tutti.

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apr  08
22
alle 08:29
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Allora Emanuele se le tariffe sono più alte questo non è a spese del contribuente ma del viaggi...


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2 Commenti to “Alitalia:la sconfitta del paese”

  1. Emanuele dice:

    Gentile Dott.Ajroldi,
    per quanto interessante e condivisibile sia il Suo pensiero sulla situazione ALITALIA, vorrei arricchire l’analisi di un particolare importantissimo: per circa 20 anni le tariffe di alitalia sono state sempre più alte di quelle delle altre compagnie e ciò purtroppo è teoricamente giustificato dal dover pagare più personale…. ma sempre a spese dei contribuenti!!!!!!!Per anni la ns. compagnia di bandiera è stata il pozzo senza fondo dei politici che “piazzavano” i loro raccomandati, e ora fanno finta di nulla… Non per essere cinico, ma quando Aldo Moro fu rapito dalle Brigate Rosse, nella sua borsa i Brigatisti speravano di trovare chissà quali segreti di Stato e invece cosa trovarono? solo lettere di raccomandazione… Per non parlare poi di tutti coloro che hanno avuto la “SPINTARELLA” da ex-DC, ex-PSI……E’ possibile che il Berlusca che stravince le elezioni appena dice che per Alitalia si continua a trattare con i francesi nessuno apre bocca??? SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Criticare la Triplice, dott. Ajroldi, mi sembra ingiusto perchè se rinunciamo anche ai sindacati, chi difende i diritti dei lavoratori? me lo dica Lei…..mi dispiace,ma la tutela dei posti di lavoro è più importante della globalizzazione (alla quale sono contrario)!!! Le colpe di Prodi sono evidenti perchè è stato l’ultimo a governare una situazione caratterizzata dal “MAY DAY” Alitalia, però non dimentichiamo che i due precedenti governi Berlusconi non hanno saputo nemmeno monitorare la situazione…..ora le voci corrono, si parla di Aeroflot e Unicredit…… chi vivrà vedrà, e forse, volerà.
    Emanuele

  2. Anonimo dice:

    Allora Emanuele se le tariffe sono più alte questo non è a spese del contribuente ma del viaggiatore. Il contribuente ha pagato prezzi salatissimi per una compagnia che andava continuamente in rosso e dove lo stato ripianava i debiti. Ecco il primo punto: costi e ricavi. Sotto qualunque governo di qualunque appartenenza e la prima regola di qualunque amministrazione. Per noi invece la regola è sempre stata paga pantalone con il risultato di avere il debito pubblico più alto del mondo occidentale. Secondo punto: i sindacati. Criticarli se sbagliano o se restano indietro o se perseguono miopi traguardi non solo è giusto ma anche obbligato. Il sindacato non è un tabù intoccabile. E’ uno strumento di tutela dei lavoratori, indispensabile se fa il suo dovere, ma colpevole anzi colpevolissimo se lo fa male. Per difendere Alitalia cargo 135 piloti e cinque aerei non si manda a monte una discussione che investe 18 mila persone e le loro famiglie. Per difendere una struttura poco funzionale e funzionante come Alitech non si manda a gambe allaria tutta una Compagnia. No Emanuele, basta con le prese di posizioni di bandiera. Contano i fatti. E basta.

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