America lontana ma non troppo
Per Barack Obama resta lontano e incerto il traguardo della Casa Bianca.Prima di raggiungerlo,ammesso che ci riesca,dovrà superare senza farsi male parecchi ostacoli,a partire dal problema,tutt’altro che risolto,dei suoi rapporti con Hillary Clinton,a finire con la forza e la popolarità che,grazie anche al braccio di ferro tra i due candidati democratici,il repubblicano Mc Cain si è conquistato negli ultimi mesi.Anche se il successo di Obama si fermasse sul risultato già ottenuto saremmo tuttavia di fronte a un fatto che rivoluziona l’immagine della politica americana e la colora di speranza.Il paese in cui centocinquanta anni fa per abolire la schiavitù si combattè un conflitto civile,la guerra di secessione e in cui,ancora a metà del secolo scorso, c’erano scuole,mezzi pubblici,bar,ristoranti in cui l’accesso era consentito solo ai bianchi,oggi ,per la prima volta,si appresta a decidere se un nero,proposto da uno dei suoi maggiori partiti,il democratico,sarà il suo Presidente,vale a dire-dato il tipo di poteri che la Costituzione degli Stati Uniti affida all’inquilino della Casa Bianca-il suo capo supremo.Già ora in altri termini c’è più di quanto basta per proclamare che assistiamo a un cambiamento senza precedenti e all’atto di nascita di un’America nuova,che ha ragione di sperare nel suo avvenire e che può permettersi di offrire parte almeno delle sue speranze ad altri popoli,il nostro compreso.L’America,è vero,è lontana,anzi lontanissima.Eppure ci ha sempre trasmesso tanto di se stessa, ha contribuito con i suoi esempi,purtroppo anche quelli negativi,a modificare le nostre abitudini di vita.Possibile che proprio davanti alla straordinaria novità rappresentata dal successo di Barack Obama dobbiamo chiudere occhi e orecchi,dire che non c’interessa?E proprio ora quando,come mai da tanto tempo, noi non meno degli americani,forse anzi più di loro, abbiamo bisogno di ritrovare la speranza?
da mariopinzauti
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