La guerra dei sondaggi
Guerra dei sondaggi, qualche battibecco, gli starnazzamenti di Casini che continua a parlare di inciucio, Ciarapico, che non pago della cagnara suscitata, continua ad insultare Fini ( cosa che fa initterrottamente da almeno 10 anni) chiamandolo servo del padrone. Questo è il succo di una campagna elettorale, priva di spunti, di interesse, di contenuti. E si, perchè la recessione in atto ha azzerato tutti i tesoretti, gli stipendi sociali, le tasse da abbattere, il precariato da risolvere con la bacchetta magica o qualche altra legge ad hoc. Sembra che gli schieramenti in campo facciano finta di non vedere il paese stralunato e ansimante, che arranca perdendo terreno dall’europa. Fortunatamente, il vituperato Padoa Schioppa e il desaparecido Prodi hanno fatto bene il loro lavoro e ci hanno lasciato con una contabilità risanata. Almeno qualcuno dovrebbe dirgli grazie.
Il Cavaliere, sicuramente senza rendersene conto, ha confermato quello che nega pervicacemente da 15 anni: il conflitto d’interessi. Quando ha detto:” dobbiamo vincere e i giornali di Ciarrapico possono fare la differenza”. E tre reti tv, più due giornali di famiglia, più un’impresa editoriale e una banca, tanto per dirne alcune, sono utili Cavaliere?
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Arduino Mancini il 01/1/70
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marzo 13th, 2008 at 09:19
Berlusconi (ormai) si identifica con il bene, la verità , la giustizia, l’etica, la morale… e tutto ciò che serve alla felicità del popolo (della libertà ).
Tutto ciò che si fa per Berlusconi, lo si fa per la verità , la giustizia, l’etica, la morale… e quindi per la felicità del popolo (della libertà ).
Ergo, l’interesse c’è, ma non il conflitto!
marzo 13th, 2008 at 11:47
Viviamo nel mondo che ci siamo scelti. Se questi signori si permettono queste cose, LA COLPA E’ NOSTRA!!!
Fate attenzione ai profeti del disfattismo!
L’invito all’astensione favorisce i due partiti più grandi: davvero è questo che volete?
Se vogliamo cambiare qualcosa non ci possiamo astenere, o saranno altri a decidere per noi.
1. Votare
2. Cambiare voto
3. Votare per i piccoli
Se non facciamo queste tre cose, ci ritroveremo sempre gli stessi sopra la testa, e le cose non cambieranno mai.
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http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=125
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marzo 16th, 2008 at 16:26
Possibile che per cambiare questo paese c’è bisogno di invocare una palingenesi, altrimenti si rimane tali e quali “ad infinitum”?
E’ vero mi trovo all’estero da pochissimi, ma tornando per le vacanze nella mia terra non immaginavo di rivedere le solite facce, i soliti triviali apprezzamenti tra politici, le solite smargiassate, le solite ricette roboanti ma sempre smentite appena si va al potere…
D’altronde siamo, o non siamo, un popolo (sempre) schiavo del primo falso profeta che ci irretisce a dovere coll’impossibile…
Un caloroso saluto da Mario
aprile 10th, 2008 at 17:16
Vi segnalo lo studio “Il marchio è di destra o di sinistra?”, redatto da me con la consulenza dello Studio legale Jacobacci.
Lo studio, non privo di sorprese, intende focalizzare l’influenza della proprietà intellettuale sulle strategie dei partiti.
Cordialmente,
Arduino Mancini