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I denti dei giovani

Il problema del ringiovanimento della classe dirigente italiana, da noi posto nei giorni scorsi, trova attenzione e risalto su altri mezzi di comunicazione. Ad esempio nel lungo articolo di Giuseppe D’Avanzo apparso su “La Repubblica”di ieri:”Se in Italia i giovani leoni non hanno denti”. Come anticipa il titolo l’ articolo dà per risolto, o meglio chiuso, il problema. E D’Avanzo ritiene di dimostrarlo citando i dati di giovani presenti negli organi dirigenti dei partiti-compreso il partito democratico che essendo nato da un anno dovrebbe essere il più nuovo-oltre che di aziende pubbliche e private. Sono, tutti, dati di un certo peso:che però diventa negativo, dato che –osserva D’Avanzo-i giovani insediatisi nei centri di potere sono ”leoni senza denti”, sono incapaci di togliere le velenose croste di vecchiaia dagli organismi e dagli atti della politica italiana. Ed è verissimo.Trascura però il fatto che leoni con i denti esistono tra altri, più consistenti settori giovanili :quelli esclusi o autoesclusi dal comando o almeno dalla collaborazione in politica. Sono le centinaia di migliaia di studenti dell’ ”Onda” già scesi in piazza contro l’infame riforma Gelmini. E l’enorme massa di precari (400 mila secondo stime della Cgil) che da qui alla fine dell’anno perderanno i contratti bimestrali o trimestrali a 500-600 euro mensili con cui- .chissà come, tirano avanti. Per questi giovani mostrare i denti diventa o diventerà una reazione dettata dallo stesso istinto di sopravvivenza. In qualche modo dunque lo faranno. E quando avverrà chissà che una parte almeno dei giovani ora senza denti non avverta il dovere e la convenienza di esprimere forme di solidarietà generazionale

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nov  08
25
alle 01:44
da mariopinzauti


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