I premi per la vergogna
Berlusconi si è meritatamente guadagnato un “premio della vergogna”da parte della Can, la rete che riunisce centinaia di organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo, per le battutaccie distribuite senza risparmio a politici e giornalisti durante il Consiglio Europeo di Bruxelles. Dopo aver seguito il tg1 delle 20 di ieri sera, venerdi 12 dicembre, ci siamo chiesti se non sia il caso di istituire un “premio della vergogna “ anche per il giornalismo e di assegnarlo, senza esitazione alcuna, alla citata edizione del tg1:la quale ha presentato in ventesima posizione, e con un servizio di dimensioni telegrafiche, quello che era uno dei più importanti avvenimenti del giorno,se non il più importante in assoluto, vale a dire lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Nonostante il maltempo che ha paralizzato mezza Italia e l’assai limitato supporto del pd (che non a caso continua a perdere quota nei sondaggi) tale sciopero ha ottenuto vaste adesioni in tutto il paese, in cento città è stato accompagnato da cortei che hanno coinvolto un milione e mezzo di persone e, ultimo ma non minore, si è svolto all’indomani della umiliante ritirata del governo sulla scuola, ritirata che certamente non ci sarebbe stata senza le imponenti manifestazioni di protesta contro il decreto dell’ineffabile ministro Gelmini. Lo sciopero di ieri, cui hanno aderito anche rappresentanti del movimento studentesco, è stato dunque una conferma della forza della protesta popolare e dei risultati che essa può ottenere. Per questo probabilmente il tg1 l’ha riportata in ventesima posizione e in breve senza che (e questa omissione porta a chiedersi se non sia opportuno prendere in considerazione un terzo premio della vergogna) l’opposizione politica avesse qualcosa da ridire.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di mario pinzauti il 01/1/70
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dicembre 13th, 2008 at 11:42
A dir la verità lo sciopero CGIL è stato abbastanza “snobbato” dai media, e invece molto strumentalizzato dal centro-destra (quello al governo ma anche, bisogna dire, quello di Casini) in funzione anti-PD.
Il quale PD si trova (si è cacciato, per la verità) in questa fastidiosa situazione: volendo prendere le distanze da ciò che avviene alla sua sinistra (incluso, per semplicità, anche DiPietro) si indebolisce nel supporto di quell’area di elettorato. In compenso, ciò che fa o dice chi sta alla sua sinistra, gli viene addebitato dal centro-destra come responsabilità diretta. E così si squalifica (ulteriormente) agli occhi dell’elettorato “benpensante”.
Insomma, con una sola pallottola, si spara sia ai piedi che alla testa.
dicembre 13th, 2008 at 12:58
Buongiorno, ieri ero a Bologna: le manifestazioni e gli scioperi hanno raggiunto ottime presenze, segno che il malcontento è generale e abbastanza sentito. Siamo di fronte ad una crisi che non ha dimensioni solo economiche, ma anche sociali, culturali, politiche, e il nostro governo non prende le posizioni necessarie a dare una svolta. Complici i mezzi di comunicazione tutti, che intontiscono il pubblico, puntano verso la cronaca e hanno approfondimenti che individuano le mode, ma non provano a formare un pubblico cosciente e partecipante. All’estero siamo derisi facciamo di noi una pessima pubblicità. Se essere cittadini è un mestiere difficile, non siamo neanche al punto di partenza per cominciare ad assomigliarci.
dicembre 13th, 2008 at 16:07
Anche se il tg1 si è di nuovo particolarmente distinto per il suo conformismo purtroppo,in effetti,non è stato il solo ,tra i media,a minimizzare,vergognosamente,lo sciopero generale di ieri:di cui credo che tuttavia un buon numero di cittadini abbia capito e approvato l’importanza.Varrà la pena di parlarne più diffusamente in un altro post