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Il Diritto secondo Berlusconi ( e molti altri)

Oggi Giuseppe D’Avanzo, commenta su La Repubblica gli ultimi decreti del Governo Berlusconi e conclude:

Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista come laudatore sono le tre figure di una scena politica che minaccia di trasformare radicalmente la struttura e il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno sicurezza, meno garanzie.

Non posso che essere d’accordo con lui. Il cammino intrapreso da questo governo per ricondurre nell’alveo della normalità le tante emergenze italiane ( vere, false, endemiche, presunte o indotte) è di stampo autoritario e di sospensione dei diritti democrtici. Lo spettro dell’Argentina aleggia sopra di noi e non ne avvertiamo la presenza. Eppure, mi domando, in questa brutta imitazione del giro di vite sui diritti civili dato da Bush dopo l’11 settembre, quanta responsabilità abbia la stampa italiana nel suo complesso ? Per inseguire il sensazionalismo e la vendita ha perseguito, per anni, l’allarme continuo. Le immagini dei disperati che approdavano a Lampedusa erano orde di immigrati clandestini pronti a delinquere. La sovrapposizione/confusione di romeni e rom pronti a rubare e uccidere, la fobia sugli zingari esasperata al massimo ( gli zingari rubano i bambini), quelle strade di Napoli invase dalla spazzatura riproposte ossessivamente ( dimenticando sempre che quell’emergenza dura dall’85) nelle immagini tv. E via andare sotto la bandiera del libero mercato dell’informazione. E allora perchè non pensare che questa pioggia di sciagure abbia provocato allarme rosso in una ampia parte della popolazione che oggi crede di ottenere risposte dai decreti di Berlusconi? Forse un tavolo di riflessione ci vorrebbe. Colleghi di articolo 21 ci siete? Fatevi vivi.

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giu  08
14
alle 10:36
da luca ajroldi


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