Il disastro della scuola italiana.
Qualche dato sulla popolazione studentesca italiana fornito dal Ministero della Pubblica istruzione.
Sono cifre raccapriccianti e su questo dovrebbe incentrarsi il dibattito tra le forze politiche, perchè questa è la grande emergenza nazionale. Una scuola che non forma e quando lo fa è arcaica. Una pletora di insegnanti demotivati o inetti per una montagna di studenti in difficoltà che arranca e abbandona o si “parcheggia”. E questa sarebbe la terza repubblica? Credo sia meglio ricominciare dall’unità d’Italia.
“In base alle percentuali fornite dal ministero della Pubblica istruzione, oltre 250 mila studenti delle superiori sono “in ritardo di 2 o più anni”: in pratica uno studente su 10. E oltre 400 mila ragazzi sono in ritardo di “un solo” anno. Il clamoroso dato emerge dall’ultima pubblicazione sulla Dispersione scolastica che, confermando numeri già conosciuti, mette in luce anche qualche aspetto del fenomeno mai scandagliato prima.
Il dossier riporta i dati relativi all’anno scolastico 2006/2007 e costituisce una delle analisi sulla cosiddetta dispersione scolastica più completa e aggiornata”.
“Se, uno studente del superiore costa 7.666 euro l’anno e sono 650 mila coloro che hanno accumulato un ritardo (di uno, due o più anni) in un triennio la scuola italiana brucia qualcosa come 8 miliardi di euro. Una cifra impressionante che, con ogni probabilità , potrebbe essere utilizzata per rendere più efficiente il sistema”.
da luca ajroldi
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di Paolo il 01/1/70
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maggio 13th, 2008 at 18:15
Il disastro della scuola italiana alimenta il disastro della società italiana, perchè se questi ragazzi rappresentano la futura classe dirigente allora la situazione è davvero critica!! Nello stesso tempo il disastro della società italiana è la causa del disastro della scuola italiana. I feedback di questo tipo, in genere, portano i sistemi alla distruzione. Ho spiegato perchè il disastro della scuola alimenta il disastro della società ma non ho ancora spiegato il viceversa, e questo, adesso, mi accingo a fare. In assenza totale di riferimenti il ruolo di genitori e insegnanti, oggi, è a dir poco vitale: si pensi alla TV spazzatura che propina programmi orribili e senza senso d’esistere (no, un senso ce l’hanno: fare soldi sulla pelle dei più deboli di mente) ma che sanno colpire i più giovani, che sono facilmente influenzabili; sono, in sostanza, delle prede facili. Inoltre anche una rivoluzione tecnologica come internet può essere la causa di questo disorientamento: la rete internet è uno strumento dalle immense potenzialità , ma se non viene usato con criterio risulta molto pericoloso, sia per la sua dispersività che per la eventuale pericolosità di certi contenuti. Questi sono solo due esempi, quelli che per me sono più significativi; ci sarebbe molto da parlare ma non mi voglio dilungare per cui giungo alla conclusione: gli insegnanti, al giorno d’oggi, occupano un ruolo sempre più centrale nella società e sulle loro spalle gravano responsabilità sempre più grandi, per cui non ci può essere spazio per inetti e demotivati, piuttosto ci sarebbe bisogno di persone in grado di formare importanti legami umani, che aiutino e guidino questi ragazzi, che oggi sono allo sbando, verso la prima definizione del proprio “io”. Gli insegnanti, se ci si pensa un attimo, dovrebbero essere dei “secondi” genitori: gli studenti infatti passano con loro 5-6 ore al giorno per 6 giorni su 7, quindi può capitare anche che un ragazzo passi più tempo con loro che con i propri genitori. Forse se ci si rendesse conto di questo le cose andrebbero diversamente.