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Indietro i giovani

Nelle discussioni in corso in questi giorni su quella che Epifani, il segretario della Cgil, ha definito la”proposta assassina”.cioè la proposta di Brunetta per alzare a 65 anni il tetto dell’età pensionabile delle donne, pochi, ci pare, hanno preso in considerazione le conseguenze che l’iniziativa, se attuata, avrebbe sull’occupazione giovanile. In Italia, eccezione fatta per i soliti raccomandati di ferro, diventa sempre più difficile per un ragazzo o una ragazza trovare, al termine degli studi. un lavoro, anche di quelli (come i contratti a termine, o a progetto) indecentemente retribuiti, vale a dire con 500-600 euro mensili. Diplomi, lauree, anche doppie o triple, raramente aiutano a risolvere il problema. Buona parte dei call center sono pieni di giovani dottori e dottoresse e altrettanto, purtroppo, le liste dei disoccupati. E considerato che entro la fine del 2009 si prevede la perdita di un milione e mezzo di posti di lavoro, tra cui la maggioranza sono proprio quelli occupati da ragazzi e ragazze, si vede come il quadro sia destinato presto a peggiorare drammaticamente. Come si fa, allora, solo a immaginare che si possa aumentare il numero degli anziani occupati ,essendo evidente che l’iniziativa avrebbe, tra gli effetti più immediati, quello di togliere lavoro ad altri giovani? Una volta, fino a tempi recenti, quando la società aveva fiducia nel futuro, si diceva “largo ai giovani”. Oggi questa fiducia è agli sgoccioli ma non si dice ancora “indietro i giovani”. A tanto però si arriverebbe se la proposta assassina, quella di Brunetta , venisse accolta.

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dic  08
15
alle 07:27
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

A differenza di altre proposte di Brunetta (magari ipocrite o velleitarie) che hanno almeno l’o...


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Un Commento to “Indietro i giovani”

  1. daland dice:

    A differenza di altre proposte di Brunetta (magari ipocrite o velleitarie) che hanno almeno l’obiettivo (condivisibile in astratto) di migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione, questa dell’innalzamento dell’età pensionabile è un’ennesima misura, brutale, sommaria, iniqua e imbecille, di TAGLIO alla spesa pubblica.

    Come i provvedimenti della Gelmini sul versante istruzione. Per avere certe idee basta anche uno scemo qualunque, non c’è bisogno di ministri super-pagati.

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