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L’escalation del razzismo

A Roma uno dei minorenni accusati di avere pestato un cinese si scusa:ma non con la vittima,lo fa con il sidaco Alemanno.Il quale,è vero,con telecamere al seguito, ora corre sempre o spesso al capezzale di coloro che subiscono violenze a causa del colore della loro pelle.Ma lo fa dopo una campagna elettorale,quella che gli ha consegnato il comando della città eterna,in cui ha battuto e ribattuto sull’assoluta esigenza di tolleranza zero nei confronti dei poveracci che vivono ai margini della società e se non hanno avuto da Nostro Signore il dono di essere nati con la pelle bianca sono oggetto della diffidenza se non dell’ostilità popolare e sono accusati abitualmente di crimini grandi e piccoli anche quando non li hanno commessi.E’difficile quindi solo immaginarsi Alemanno come un nemico del razzismo,com’è difficile attribuire meriti simili a tutti i sindaci,i vicesindaci,i parlamentari,anche attuali ministri di centrodestra che durante la campagna elettorale hanno sparato parole di fuoco contro gli immigrati e i loro presunti sponsor di centrosinistra e hanno raccolto,grazie a questa semina di diffidenza e ostilità, un ragguardevole bottino di voti.E’facile invece vedere-e non con l’immaginazione ma leggendo le cronache dei giornali-quali conseguenze questa campagna abbia provocato e continui a provocare .Africani pestati a sangue pochi giorni fa a Milano,poi a Parma,poi a Roma..Ancora a Roma il cinese picchiato a sangue,la somala umiliata dalla polizia metropolitana all’aeroporto.Ancora a Milano la maestra che espelle uno scolaro di colo invitandolo a “tornare nella giungla”.Addirittura cartelli che applaudono alla tragica fine di un bimbo rom bruciato nelle fiamme di una baracca.E’un’escalation dell’inciviltà che dovrebbe far rabbrividire gli stessi seminatori di odio se per caso conservano o hanno ritrovato una briciola di coscienza :e magari indurli a far sapere pubblicamente che coloro che chiedono loro scusa per gli atti di violenza razzista hanno proprio sbagliato indirizzo.

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ott  08
5
alle 08:59
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di antonella il 01/1/70

Gli episodi di intolleranza, di violenza, di sopraffazione accaduti recentemente nel nostro paes...


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2 Commenti to “L’escalation del razzismo”

  1. Emanuele dice:

    … purtroppo questi episodi confermano che l’ignoranza non ha confini e che soprattutto nella società d’oggi, nel nostro paese, non c’è la cultura multirazziale che invece dovrebbe identificare una capitale europea. Chi scrive ciò, avendo vissuto per due anni a Londra, ha avuto la conferma di come si può benissimo convivere in una comunità multirazziale: basta volerlo.
    Alemanno e i delinquenti che lo appoggiano, se ne fregano dell’integrazione razziale e soprattutto porgono il fianco a questi incivili che fanno dell’intolleranza una bandiera da difendere.
    I ragazzi di Tor Bella Monaca intervistati ieri da STUDIO APERTO hanno avuto il coraggio di dire che per loro l’aggressione al cinese era solo un gioco, uno scherzo… il tutto mentre urlavano cori inneggianti al razzismo e al disprezzo dei diversi, invitando gli stranieri a tornarsene a casa loro.
    Di questo passo torneremo ai tempi della tratta degli schiavi… speriamo che un nuovo Kunta Kinte arrivi per tempo!

  2. antonella dice:

    Gli episodi di intolleranza, di violenza, di sopraffazione accaduti recentemente nel nostro paese, ci devono portare a una riflessione approfondita;
    Si tratta di una discriminazione generata da “un’eclissi” dei valori umani e liberali, o la piaga del razzismo non è mai tramontata e noi ci siamo trincerati dietro un falso “non sono razzista”? Le notizie che quotidianamente ci pervengono da tg e giornali, sono a dir poco sconcertanti; episodi di intolleranza, violenza sopraffazioni, per ultima la notizia di oggi: “un professore è stato preso a schiaffi da un alunno che lui poco prima aveva invitato a comportarsi bene e a chiedere il permesso prima di uscire dall’aula”. L’ alunno è stato allontanato dalla scuola, si è preso un denuncia per lesioni da parte del professore e, tutto finisce lì. La settimana prossima ci sarà una notizia simile e….tutti stanchi di sentirle sempre cadremmo nell’ indifferenza. Sembra, ormai, che queste notizie non ci appartengono, siano lontane mille miglia da noi, mentre a ben vedere ci capita di vederne anche “sotto casa”. E’ altrettanto facile credere che questa sorta d’indifferenza non sia nient’altro che una forma di autodifesa messa in atto nei confronti di una realtà fatta di negatività. Io credo che questa sia una “difesa” da censurare, con ferma convinzione. L’ isolamento non fa parte dell’ essere umano, l’ uomo non ha mai vissuto da solo, ha sempre fatto gruppo fin dai tempi della preistoria, se ciò accadesse sarebbe un guaio…..per tale motivo dobbiamo rientrare nella “comunità” per cambiarla, per risolvere i problemi che la stanno affliggendo. Stare a guardare,non lasciarsi coinvolgere, significherebbe assumere un atteggiamento si autolesionismo e questo non può essere accettato perché significherebbe la negazione dell’individuo e quindi della società stessa. Ebbene sì, dobbiamo contrastare chi per esempio parla di eclissi dei valori umani e liberali e, far vedere che questo è solo un aspetto parziale conseguenza di uno stato di cose che non deve sembrarci irrimediabile. Non dobbiamo neanche nasconderci dietro particolari negatività della vita sociale, quali: disoccupazione,problema della casa, servizi, corruzione, vuoto politico; sono certamente problemi sociali che non vanno sottovalutati, ma, è anche vero che dobbiamo reagire all’incertezza, alla difficoltà di creder negli altri etc.
    Certo, serve di piu’ che i soli ideali, per sconfiggere l’ incertezza e problemi così gravi, ma iniziando con l’ impedire la violenza e l’ intolleranza avremmo già fatto un passo avanti. Si dice che siano gravi i problemi derivati dalla sempre piu’ crescente presenza di extracomunitari nel nostro paese, ma a me pare che questi siano diventati il capro espiatorio dello scontento popolare che ormai vige nel nostro paese…eppure noi italiani siamo popolo di emigranti! Questi poveri diavoli fuggono dalla fame dei loro paesi e vengono a trovare la miseria in una nazione ex ricca. Ma sono lontani dalle loro famiglie, dai loro affetti, sono (pochi) tollerati finchè non li vediamo fare per esempio dei lavori che (inutile negarlo) i nostri giovani non farebbero neanche messi nelle condizioni contrattuali di legge. Certo, è una situazione brutta che alimenta anche facili rancori, folli odi, (che la stampa contribuisce ad aumentare facendo, a volte dei servizi accuratamente preparati) che poi scaturiscono in episodi di inaudita violenza…
    Allora, è possibile che dobbiamo accettare tutto questo?

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