L’arte messa da parte
Mentre, come non si stancano di ricordarci i mezzi d’informazione, la maggioranza dei cittadini italiani, con quello che guadagna, stenta ad arrivare alla fine del mese e un buon numero, tra di loro, stenta addirittura ad arrivare al quindici, anche al dieci del mese, c’è un nostro connazionale che arriva benissimo alla fine dell’anno se non addirittura alla fine del secolo. E’Silvio Berlusconi che per il 2006 ha dichiarato un reddito di 139 milioni 245 mila 70 euro: una bella sommetta, che appare tanto più apprezzabile se si considera che essa moltiplica per cinque, ripetiamo per cinque, quanto, per sua stessa ammissione, il leader del Pdl aveva messo in tasca l’anno precedente, cioè 28 milioni e spicci di euro. Mettiamo in evidenza tutto questo per invocare l’intervento delle Guardie Rosse o di monsieur Guillottin? Per carità , rivoluzione francese e rivoluzione sovietica muffiscono in soffitta da un pezzo,in compagnia di quella sentenza di Marx secondo cui la proprietà è un furto. Al giorno d’oggi arricchirsi, anche tanto, perfino troppo è non solo lecito ma anche democratico, in quanto, in teoria,è possibile per tutti. Poichè nel caso specifico almeno tuttavia il passaggio dalla teoria alla pratica richiede doti particolarissime, ci chiediamo se Berlusconi, impegnato in questo momento a dimostrare di essere il più bravo e il più bello degli italiani, non stia riflettendo sulla convenienza, anche personale, di rivelare queste doti ai suoi connazionali. Se lo facesse, ne siamo sicuri, metterebbe in cassaforte un gran numero di voti,più di quanti potranno portargli le sue battute sulle precarie o sulle soubrette. Ma sarà capace di compiere questo capolavoro di generosità umana e d’invincibile strategia politica?Oppure dimostrerà di essere uno di quelli che quando imparano un’arte la mettono da parte,molto da parte e anche molto lontano? Con un filo, anzi un filino di speranza aspettiamo di saperlo: entro il 13 aprile.
da mariopinzauti
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