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La traversata del deserto

Diventa sempre più difficile commentare la vita politica, l’attualità. Entrando al Senato come a Montecitorio ormai ti rendi conto di essere in luoghi completamenti privi di significato. Vi si esercitano riti e liturgie apparentemente come in qualsiasi altro paese democratico. In realtà è solo immagine. Da una parte c’è il proprietario di una coalizione che convoca le riunioni a casa sua ( una delle tante sparse per l’italia), che usa il termine democrazia perchè i consulenti quello gli hanno suggerito ma, avendo i numeri in parlamento, quando ha fretta chiede la fiducia. Assistiamo allo svuotamento della democrazia nel quasi disinteresse degli italiani.
Credo che la situazione sia, a sei mesi dall’insediamento di questo governo, immodificabile. Non saranno certo le sceneggiate di Di Pietro che, da praticante della politica, pensa che fare il sanculotto paghi in termini di voti, a cambiare la forza dei numeri. Peggio ancora, le manovrine di chi vede l’opportunità di far fuori Veltroni per tornare in sella. E così si ipotizzano accordi con l’Udc e Rifondazione vive nel suo splendido isolamento di oppositore perenne, di nossignore a vita, che evita qualunque rischio o messa in gioco. Gli altri, gli altri sono diventati escrescenze della storia.
In questo quadro desolante e desolato, quello che mi terrorizza e la rinascita di una destra estrema, forcaiola, vendicativa e retrograda, populista e ignorante e un mondo dell’informazione che ha perso la bussola. Oggi insegue le vendite, poi lo scoop, poi solletica i lettori, perdendo ogni giorno che passa, la propria identità e la propria missione informativa. La traversata del deserto sarà lunga. Attrezziamoci.

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ott  08
21
alle 05:01
da luca ajroldi


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